Coronavirus, zona rossa a Salemi: il Comune chiede lo stato di calamità

La giunta comunale di Salemi (comune del trapanese sottoposto alla zona rossa) chiede con una delibera il riconoscimento dello stato di calamità a causa dell’emergenza coronavirus. Tra le richieste del comune, trasmesse allo Stato e alla Regione “ciascuno per i propri ambiti di intervento”, l’applicazione di “istituti e strumenti di garanzia e sostegno per prestiti e mutui” contratti da privati e aziende al fine di garantire interventi economici a sostegno delle imprese e di tutte quelle persone che si trovano in uno stato di indigenza.

“Nessuno sia lasciato solo – afferma il sindaco, Domenico Venuti -. Accanto al contenimento puntuale e rigoroso dell’emergenza epidemiologica riscontrata in città bisogna far partire un’azione altrettanto energica di contrasto alla crisi economica che purtroppo è già in atto. Serve unità d’intenti da parte di Stato e Regione, ma serve anche celerità nelle decisioni in favore delle popolazioni più colpite dal virus”.

Dal Comune arriva anche la richiesta di “azzeramento”, per tutta la durata della fase emergenziale, dei costi delle utenze dei servizi pubblici per le attività e i professionisti fermati dalle disposizioni governative di contrasto al Covid-19: lo stesso provvedimento viene chiesto per le persone fisiche residenti a Salemi con redditi inferiori alla soglia di povertà calcolata dall’Istat, per i disoccupati e per chi vedrà il proprio reddito abbassarsi perché derivante “esclusivamente” da proventi di attività economiche sospese a causa dell’emergenza.

La Giunta, inoltre, chiede per il Comune, le aziende, e i professionisti “di ogni comparto economico-produttivo” benefici, contributi e agevolazioni, oltre che “il differimento dei termini” e il “sostegno” riguardo agli interessi su mutui, prestiti e finanziamenti, ma anche “facilitazioni e garanzie per l’accesso a fondi e finanziamenti statali, regionali e comunitari”.

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