Corruzione al Comune di Palermo, La Corte e Lo Cascio non rispondono al gip

L’inchiesta sulla corruzione al Comune di Palermo: si sono avvalsi della facoltà di non rispondere, davanti al gip Michele Guarnotta, l’imprenditore Francesco La Corte e l’ex capogruppo del Pd Giovanni Lo Cascio, finiti ai domiciliari nell’ambito dell’inchiesta della Procura su un giro di mazzette incassate per favorire l’iter autorizzativo della realizzazione di immobili in ex aree industriali. Coinvolti anche dirigenti comunali e un altro consigliere comunale.

Ha invece risposto, negando ogni responsabilità, l’architetto Fabio Seminerio, in affari con l’ex dirigente comunale Mario Li Castri, anche lui arrestato, che avrebbe aspirato a fare il direttore dei lavori dei progetti di costruzione. Seminerio ha sostenuto di non aver più rapporti professionali con Li Castri da quando questi aveva assunto il suo ruolo al Comune e di conoscere il pentito e costruttore Filippo Bisconti, suo accusatore, in quanto aveva lavorato per la sua impresa.

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