Corruzione, arrestato il sindaco di Favignana Pagoto: altri tre ai domiciliari, 24 indagati

Il sindaco di Favignana, Giuseppe Pagoto, l’ex vicesindaco Vincenzo Bevilacqua, il comandante della polizia municipale, Filippo Oliveri, e una dipendente di una compagnia di navigazione di Napoli, sono agli arresti domiciliari in seguito a un’inchiesta sull’aggiudicazione del contratto di fornitura di acqua potabile, mediante navi cisterna, nelle isole minori della Sicilia.

La Guardia di Finanza ha eseguito un’ordinanza per 11 persone emessa dal Gip di Trapani. Sono 24 gli indagati. Il danno erariale è stimato in 2 milioni di euro.

Il sindaco Pagoto, durante la campagna elettorale per le amministrative del 2018, si sarebbe reso autore di “svariati abusi ed illeciti, con la collaborazione del compiacente comandante della locale polizia municipale” Filippo Oliveri. Secondo intercettazioni agli atti dell’inchiesta della Procura di Trapani, i due avrebbero fatto in modo di “omettere intenzionalmente i dovuti controlli di competenza della polizia municipale nei confronti di cittadini e di titolari di attività commerciali che appoggiavano la candidatura del sindaco”. E di contro, accusa la Gdf, sarebbero stati “concertati ed effettuati mirati controlli nei confronti di quanti erano ritenuti avversari politici del sindaco”.

In cambio, accusa la Procura di Trapani, Oliveri “richiedeva ed otteneva, come prezzo nell’eseguire le direttive del sindaco, la proroga del proprio contratto lavorativo e la successiva stabilizzazione a tempo indeterminato”. Inoltre avrebbe avuto “assegnato l’incarico ad interim di responsabile dell’Area Marina Protetta delle Isole Egadi”.

Tra gli indagati anche il precedente Direttore dell’Area, destinatario della misura coercitiva dell’obbligo di dimora nel comune di Roma, a cui è contestata una presunta corruzione, in concorso col sindaco, nell’assegnazione di servizi ausiliari. Avrebbe favorito l’assunzione di persone vicine al sindaco che hanno appoggiato la sua campagna elettorale nelle amministrative del 2018. Il direttore riceveva dal sindaco, sostiene la Gdf, somme di denaro pubblico ed altre utilità non dovute, come ad esempio il rimborso di spese connesse per viaggi privati al di fuori dalla Sicilia e fatti figurare come missioni istituzionali.

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