Corruzione, condannato dal Gup di Trapani l’ex vicesindaco di Erice

L’ex vice sindaco di Erice, Angelo Catalano, è stato condannato dal gup di Trapani ad un anno e undici mesi di reclusione per corruzione e abuso.

L’ex numero due della Giunta, in un primo momento, aveva chiesto il patteggiamento.

Oggi, nel corso dell’udienza, ha fatto marcia indietro ma il giudice non ha tenuto conto del ripensamento dell’imputato.

Catalano che, attraverso il suo legale, ha annunciato ricorso in Cassazione, è accusato di aver assegnato ad imprese a lui vicine lavori pubblici simulando la somma urgenza.

Il provvedimento è stato disposto dal gup Emanuele Cersosimo di Trapani.

L’uomo era stato arrestato (ai domiciliari con braccialetto) a febbraio dai carabinieri di Trapani ma a luglio era tornato in libertà dopo che il legale aveva ottenuto il parere positivo per il patteggiamento, anche in seguito ad alcune ammissioni dell’ex vicesindaco di Erice.

Catalano, però, oggi ha revocato l’incarico al precedente legale, nominando l’avvocato Francesco Moceri e chiedendo la revoca della richiesta di patteggiamento ma il gup – come accennato – dopo averlo interrogato ha rigettato la richiesta di revoca.

Secondo l’accusa – rappresentata dal pm Franco Belvisi della Procura di Trapani – è stata provata “una pluralità d’illeciti attuati da Catalano, con spregiudicatezza e disprezzo verso l’amministrazione d’appartenenza, derivante dal fatto che, essendo ormai abituato al potere ed a servirsi del proprio ruolo, ha realizzato interessi personali e privati, ritenendosi al di sopra della legge, tanto da non temere verifiche e controlli”.

Tra le accuse c’è quella di avere ottenuto, nella duplice veste di vicesindaco e di assessore a Territorio e Ambiente, indebiti profitti da aziende che stavano eseguendo dei lavori su mandato del comune di Erice e di aver favorito un’attività privata riferibile a una consigliera comunale (Francesca Miceli, anche lei indagata) su sua istigazione al fine di ottenere un voto favorevole all’approvazione del piano rifiuti di Erice.

Le indagini avevano coinvolto altre sei persone: gli imprenditori Matteo Barraco, Giovanni Pomara e Pietro Saullo, la consigliera Francesca Miceli, già indagata per voto di scambio, e il marito Fabio Grammatico. Questi ultimi due – che oggi hanno comunicato di aver cambiato il loro legale –  nei mesi scorsi avevano avanzato una richiesta di patteggiamento che verrà discussa il prossimo 22 ottobre.

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