Costa, Cassarà e Antiochia: oggi, 6 agosto, è il giorno della memoria

“Oggi vogliamo rivolgere un pensiero commosso alla memoria di Gaetano Costa, Ninni Cassarà e Roberto Antiochia, fedeli e valorosi servitori dello Stato, uccisi solo perché facevano, bene, il proprio lavoro. È doveroso, infatti, onorare la memoria di uomini che con coraggio, anche a costo della vita, hanno saputo tracciare un percorso di legalità e di impegno quotidiano contro ogni forma di criminalità”.

Lo afferma, in una nota, il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci, in occasione del 39mo anniversario dell’uccisione del procuratore della Repubblica di Palermo, Gaetano Costa e della 34ma ricorrenza degli omicidi del commissario di polizia Ninni Cassarà e dell’agente Roberto Antiochia.

Il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, partecipando alle cerimonie in ricordo del XXXIV, ha affermato: “Oggi ricordiamo il sacrificio di due servitori dello Stato che con coraggio hanno combattuto la mafia e che in anni difficilissimi dedicarono il proprio impegno alla caccia ai latitanti. Anche grazie all’esempio di questi uomini, oggi le istituzioni a Palermo sono unite e impegnate senza equivoci nella lotta alla mafia”.
Nel corso della commemorazione, che si è tenuta in piazza Giovanni Paolo II, è stata scoperta una stele in memoria dei due e deposta una corona di alloro alla presenza delle massime autorità civili e militari della Città, tra cui il prefetto Antonella De Miro e il questore Renato Cortese. Successivamente è stata celebrata una messa presso la cappella di Maria santissima della Soledad, in salita Antonio Manganelli.

I DELITTI

Il magistrato Gaetano Costa fu ucciso il 6 agosto 1980. Intorno alle 19.30, mentre stava passeggiando da solo e a piedi in via Cavour, a due passi da casa sua, fu freddato da 6 colpi di pistola P38 sparatigli alle spalle da due killer. Costa stava sfogliando dei libri su una bancarella.

Il 6 agosto 1985, rientrando dalla questura nella sua abitazione di via Croce Rossa (al civico 81) a Palermo a bordo di un’Alfetta e scortato da due agenti, Ninni Cassarà scese dall’auto per raggiungere il portone della sua abitazione quando un gruppo di nove uomini armati di fucile AK-47, appostati sulle finestre e sui piani dell’edificio in costruzione di fronte alla sua palazzina sparò sull’Alfetta.

L’agente Roberto Antiochia, che era uscito dall’auto per aprire lo sportello a Cassarà, venne violentemente colpito dagli spari e cadde a terra davanti al portone di ingresso dello stabile. Natale Mondo, l’altro agente di scorta, restò illeso, riuscendosi a riparare sotto l’automobile bersagliata dai colpi dei killer (ma sarà ucciso anch’egli il 14 gennaio 1988).

Cassarà, colpito dai killer quasi contemporaneamente ad Antiochia, spirò sulle scale di casa tra le braccia della moglie Laura, accorsa in lacrime dopo aver visto l’accaduto insieme alla figlia dal balcone della propria abitazione.

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