Covid, a Petralia “vaccinazioni sospette e favoritismi”: la denuncia della Cgil

La Cgil Palermo, attraverso il proprio il segretario generale Mario Ridulfo, denuncia presunte “vaccinazioni sospette” e casi di favoritismo nella somministrazione dei vaccini all’ospedale Madonna dell’Alto di Petralia: su 1.121 dosi inoculate fino al 21 gennaio, 333 sono finite sott’inchiesta del Nas perché non sarebbero state fatte alle categorie previste nelle direttive del governo nazionale.

“Un dato alto, – ribadisce Ridulfo – una vaccinazione ‘abusiva’ su quattro, che ha portato l’ospedale di Petralia alla ribalta della cronaca come primo caso nazionale per erogazione arbitraria del vaccino anti-Covid”. Un “fatto grave che testimonia malcostume e favoritismi nel modo di gestire le vaccinazioni. Diciamolo chiaramente: è una vergogna che il vaccino, ancora prima di essere somministrato a quanti ne hanno bisogno e diritto, venga somministrato agli amici, ai parenti o agli amici degli amici – dice il segretario generale Cgil Palermo – Occorre trasparenza e serietà. Chiediamo che siano accertate le responsabilità per evitare che questa situazione ripeta in questa o in altre realtà”.

“La sanità e gli ospedali sono sempre stati un punto nodale dove il clientelismo ha imperversato negli anni, determinando le fortune politiche elettorali di alcuni personaggi – aggiunge Calogero Spitale, responsabile Cgil Alte Madonie – Sarebbe opportuno agire con severità. “Il distretto di Petralia, di 25 mila abitanti, ha un servizio di medicina territoriale – osserva la Cgil – molto efficace, sta lavorando bene ed entro l’estate potrebbe completare le vaccinazioni per tutti secondo le regole”.

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