Covid, allerta assembramenti nelle filiali bancarie: l’allarme della FABI di Palermo

La situazione del Covid in Sicilia non è delle migliori e la FABI di Palermo lancia l’allarme a seguito dell’eliminazione, da parte delle Banche, del servizio di guardiania e di gestione degli accessi mediante la presenza di hostess/steward nelle filiali sul territorio.

“L’emergenza Covid è ben lungi da essere superata – tuona Gabriele Urzì Segretario Provinciale della FABI e Responsabile Salute e Sicurezza del Sindacato – e le banche sembrano avere dimenticato che il pericolo è sempre dietro l’angolo. Per lungo tempo, quando i numeri in Sicilia erano ben lontani dal triste primato di questi giorni, in Banca si entrava solo su appuntamento ed erano presenti, quasi a tappeto, le guardie giurate che, oltre al consueto ruolo di tutela della sicurezza, regolamentavano con autorevolezza, gli accessi nelle agenzie. Oggi che i contagi sono da paura, che siamo la Regione con il minor numero di vaccinati e il maggior numero di contagiati in Banca vige l’anarchia più assoluta ed entra chiunque con o senza green pass, vaccinato o no e devono essere i dipendenti spesso a fare rispettare distanziamento e obbligo di mascherina mentre maneggiano valori o titoli di credito con ovvie possibili conseguenze negative, addirittura arrivando a gestire gli accessi bloccando o sbloccando le porte d’ingresso quando necessario”.

“Recentemente – continua Urzì – siamo intervenuti in Unicredit dove accanto alla gestione degli accessi per appuntamento per i clienti che chiedono consulenza, c’è il libero ingresso per altre operazioni e in assenza di guardiania i colleghi si sono trovati in enorme difficoltà e si sono dovuti fare carico di evitare assembramenti dentro le dipendenze, difficili da contrastare in queste circostanze. Pertanto, onde evitare il pericolo di assembramenti nelle filiali, che abbiamo riscontrato in diverse agenzie di Palermo e non solo, chiediamo con forza il ripristino del servizio di guardiania per la gestione degli ingressi al fine di garantire la sicurezza di dipendenti e clienti. Questa situazione è aggravata fortemente dalla ormai cronica mancanza di personale a seguito di mancate assunzioni nel nostro territorio, che ha ridotto all’osso il personale delle agenzie.

“Il problema è ovviamente diffuso in tutte le banche e non si può pensare che i dipendenti possano, al di là della diligenza dovuta, contemporaneamente maneggiare valori o denaro e fare i controlli anti assembramento o svolgere servizio di “portierato” – conclude – . A volte si ha la sgradevole impressione che ci sia molta più considerazione per altri settori produttivi che non per le banche che, tra mille difficoltà, hanno comunque continuato, durante tutta l’emergenza, ad assicurare un servizio pubblico essenziale, che, da molti, viene ritenuto tale solo quando conviene”.

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