Covid e vaccini, la tagliente provocazione dei “No-Sem” e le fragili tesi dei No-Vax

“Ho deciso, non mi fermo ai semafori! Sono un No – Sem”. La provocazione, per certi versi geniale, gira sul web già da un po’ e mai come adesso può essere considerata attuale. È di nuovo un momento drammatico nella ormai lunga storia dell’emergenza Covid che si ripropone attualissima alla vigilia della nuova stagione autunnale.

La Sicilia è in zona gialla, per ora unica regione d’Italia, ma probabilmente tra un paio di settimane non sarà più sola. Zona gialla significa subire le prime restrizioni – ancora blande – ma con lo spettro concreto di poter ripiombare “arancioni” nel giro di poco tempo. Questo vorrebbe dire una nuova tragedia: sia per coloro che dovranno ricorrere ai ricoveri o peggio ancora alle terapie intensive, sia per chi svolge attività produttive ed è già piagato da due anni drammatici che in molti casi sono costati anche la chiusura dell’attività e che ha prodotto già nuovi disoccupati.

Rispetto allo scorso inverno c’è però una sostanziale differenza. Adesso c’è il vaccino. Adesso è davvero possibile limitare i danni e riprendere a vivere la vita di tutti i giorni senza particolari traumi. Ed è imbarazzante vedere che ancora ci sono fette di popolazione che non vogliono vaccinarsi, in ossequio a teorie che nella maggior parte dei casi hanno fondamenta fragilissime, al limite del grottesco. Se la Sicilia è in zona gialla e rischia la “arancione” è soprattutto perché la campagna vaccinale è stata deficitaria e l’Isola è agli ultimi posti in tutte le graduatorie specifiche.

Vaccinarsi è un diritto ma anche un dovere nei confronti del prossimo. Non abbiamo condiviso il lungo cincischiamento politico su questa materia (e del resto la politica ha grandi responsabilità nella gestione deficitaria di questa emergenza, soprattutto in Sicilia) e ci auguriamo una immediata stretta nell’obbligo vaccinale e del Green Pass. Sperando che anche i controlli sul territorio siano più efficaci.

Si dice che il web ha dato spazio e voce a tanta gente che dieci anni fa avrebbe fatto fatica a prendere la parola al bar. È per questo che dal web cerchiamo di rilanciare anche le cose buone. E questa provocazione dei “No Sem”, intrisa di tagliente ironia se letta nella giusta maniera, può anche essere un modo per mettere a nudo la ridicolaggine di certe tesi poggiate sul nulla.

“Ho deciso, non mi fermo ai semafori! Sono un No – Sem. Cioè, se tu vuoi fermarti ai semafori, liberissimo, mica te lo proibisco. Ma io no. Il semaforo limita la mia libertà di movimento e la mia libertà di scelta individuale. Cose previste dalla Costituzione e dal trattato di Schengen, libertà di circolazione, avete presente? Io ammiro chi crede davvero che i semafori siano stati concepiti per la nostra “sicurezza”. Sul serio, capisco chi pensa che la vecchietta che attraversa la strada e non finisce sotto la mia macchina, poi per questo motivo campi altri cent’anni. E’ una cosa che ci hanno indotto a credere da sempre, indottrinandoci ben bene a partire dai nostri genitori (servi inconsapevoli, ahiloro)”.

“Che poi, quelli investiti sulle strisce, siamo sicuri che non avessero altre patologie? Il 70% aveva problemi cardiaci, o problemi respiratori da raffreddore….sono morti PER schiacciamento da auto o CON schiacciamento da auto, ma prima o poi sarebbero morti lo stesso? Non ce lo dicono… Fatto sta che nessuno sottolinea mai quanto i semafori consumino elettricità (soldi nostri), deturpino il paesaggio e discriminino i daltonici, perché queste sono verità scomode”.

“E il mainstream non vi verrà mai neanche a dire che ci sono fior di studi scientifici che dimostrano al 100% che se un’automobile o un motorino va a forte velocità contro il palo di un semaforo si schianta col rischio anche di morte. C’è tutta una letteratura al riguardo per cui i morti contro i pali dei semafori sono milioni. Però i media ne parlano bene e le autorità li impongono cercando di farci passare i semafori come una cosa per il “nostro bene”. (ah ah, sì vabbé)”.

“Si sa da tempo immemore che anche se una persona a piedi sbatte su un palo di semaforo poi ha delle conseguenze anche permanenti. Ecco, tutto questo e tanto altro dovrebbe bastare ma non mi interessa fare proseliti, io racconto solo la verità, poi voi fate come volete, intanto io penso con la mia testa pur continuando a prendere multe e sanzioni perché ovviamente vado contro il sistema. No problem, io proseguo nella mia battaglia illuminata e dico: No, grazie, io non mi fermo ai semafori”.

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