Covid, Speranza alla Camera: “Non c’è un’altra strada, regioni sempre coinvolte”

“Non c’è un’altra strada”. Così il ministro della Salute Roberto Speranza esordisce nel suo intervento alla Camera dei Deputati dopo l’istituzione e l’entrata in vigore delle tre aree di rischio in cui sono state inserite le regioni italiane nell’ambito del contrasto all’epidemia di Coronavirus: “Dobbiamo muoverci per evitare danni più seri, nessuno può sottrarsi alle proprie responsabilità. Ed è evidente che in tutte le fasi le istituzioni scientifiche e le regioni sono state coinvolte”.

Speranza sottolinea: “Voglio essere chiaro: non c’è un’altra strada, serve la massima precauzione finché non avremo cure efficaci. Sarebbe un grave errore abbassare la guardia. Senza consistenti limitazioni ai movimenti e cambio delle abitudini, la convivenza con il virus fino al vaccino è destinata al fallimento e difficilmente realizzabile. I dati ci dicono che abbiamo fatto bene a imprimere un’accelerazione alle nostre scelte. Il virus non ci dà tempo. Se non pieghiamo la curva il personale sanitario non reggerà l’onda d’urto”.

E sui criteri alla base delle zone di rischio ribadisce: “I 21 parametri relativi al monitoraggio sono stati condivisi con le regioni. Da 24 settimane i 21 parametri vengono considerati senza che si sia sollevata una voce di dissenso. E i dati vengono caricati ogni settimana dalle regioni: la fonte dei dati sono le regioni. Ci sono dei limiti che neanche la battaglia politica deve superare, soprattutto in una fase di emergenza. L’emergenza non può essere terreno di battaglia politica. Le polemiche sono dannose. Con un clima sbagliato, l’effetto sarà solo quello di creare sfiducia nei cittadini e di essere un Paese più debole”.

Speranza ribadisce il meccanismo con cui una regione può essere riclassificata in un’area meno a rischio: “Con lo scenario 4 e Rt sopra 1,50 indice di rischio alto, la regione viene collocata in zona rossa. Dopo 14 giorni con scenario e indice più basso avviene una nuova classificazione della cabina di regia. Si tratta di un lavoro di una raccolta dati imponente, per questo le valutazioni hanno bisogno di almeno una settimana per essere attendibili, perché i dati possano stabilizzarsi. Ma il virus circola in tutto il paese ed essere in zona gialla non significa essere in un porto sicuro”.

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