Covid Italia, l’Rt si abbassa ma le terapie intensive sono al 41%: il monitoraggio Iss

Si intravede una diminuzione sul fronte contagi ma resta preoccupante la pressione sulle strutture ospedaliere. É quanto emerge dal monitoraggio a livello nazionale, che come ogni settimana sarà sottoposto alla cabina di regia per eventuali cambi di colore delle regioni (in questo caso a partire da martedì visto che da sabato 3 a lunedì 5 aprile tutta Italia sarà zona rossa).

Da una parte si registra un Rt nazionale che scende sotto la soglia di allarme: la scorsa settimana era a 1,08, negli ultimi 7 giorni il valore medio è sceso sotto 1 (0,98). Ma in undici regioni il valore è sopra 1: sono Basilicata, Calabria, Campania, Liguria, Marche, Puglia, Sardegna, Sicilia, Toscana, Valle d’Aosta, Veneto. E Campania e Valle d’Aosta hanno una trasmissibilità compatibile con uno scenario di tipo 3.

Cala anche l’incidenza rispetto alla settimana precedente (232.7 per 100.000 abitanti (22/03/2021-28/03/2021) vs 240,3 per 100.000 abitanti (15/03/2021-21/03/2021). L’incidenza, comunque, resta elevata e ancora lontana da livelli (50 per 100.000) che permetterebbero il completo ripristino sull’intero territorio nazionale dell’identificazione dei casi e tracciamento dei loro contatti.

Dall’altra parte, preoccupa la situazione degli ospedali: “Il tasso di occupazione in terapia intensiva – si legge in una nota – a livello nazionale è complessivamente in aumento e sopra la soglia critica (41% vs 39% della scorsa settimana). Il numero di persone ricoverate in terapia intensiva è ancora in aumento da 3.546 (23/03/2021) a 3.716 (30/03/2021). Il tasso di occupazione in aree mediche a livello nazionale è anche in aumento e sopra la soglia critica (44%) con un aumento nel numero di persone ricoverate in queste aree: da 28.428 (23/03/2021) a 29.231 (30/03/2021)”.

Rimane alto il numero di Regioni/PPAA che hanno un tasso di occupazione in terapia intensiva e/o aree mediche sopra la soglia critica (14 Regioni/PPAA vs 12 della settimana precedente).

In diminuzione il numero di nuovi casi non associati a catene di trasmissione (49.186 vs 53.837l la settimana precedente). La percentuale dei casi rilevati attraverso l’attività di tracciamento dei contatti è in lieve aumento (34,4% vs 33,8% la scorsa settimana).

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