Covid, nuovo protocollo nei luoghi di lavoro. Urzì (FABI): “Allerta anche in Banca”

Il Covid sta vivendo una nuova fase di recrudescenza, i contagi sono aumentati in maniera esponenziale e la Sicilia non fa eccezione. Il nuovo protocollo sottoscritto presso il Ministero del Lavoro cerca di porre un freno al dilagare della pandemia e prevede nessun vincolo generalizzato di utilizzare i dispositivi di protezione, ma solo una raccomandazione, soprattutto in situazione a rischio, come negli ambienti chiusi e in quelli dove non è possibile mantenere la distanza interpersonale di un metro.

“Come Sindacato abbiamo da sempre prestato la massima attenzione alle misure di sicurezza per arginare la pandemia – afferma Gabriele Urzì Segretario Provinciale FABI e Responsabile Salute e Sicurezza FABI Palermo – e il protocollo, anche se in molti tratti in maniera non cogente, cerca di porre un freno al dilagare dei contagi che stanno mettendo in seria difficoltà cittadini e lavoratori. Purtroppo anche nel nostro Settore sono ripresi i contagi che colpiscono soprattutto, ma non solo, chi è a contatto con il pubblico. Si sono fissate norme importanti tra le quali sottolineiamo la disposizione che prescrive che il datore di lavoro “assicura la pulizia giornaliera e la sanificazione periodica dei locali, degli ambienti, delle postazioni di lavoro e delle aree comuni e di svago” in coerenza con quanto previsto dalla circolare ministeriale del 22/05/2020, unitamente all’obbligo di “procedere alla pulizia e alla sanificazione dei locali nel caso di presenza di una persona con Covid-19 nei locali aziendali”. Occorre garantire anche “la pulizia, a fine turno e la sanificazione periodica di tastiere, schermi touch e mouse con adeguati detergenti, sia negli uffici che nei reparti produttivi, anche delle attrezzature di lavoro ad uso promiscuo”. In tutti gli ambienti di lavoro poi “vengono adottate misure che consentono il costante ricambio dell’aria, anche attraverso sistemi di ventilazione meccanica controllata” si legge pure sul protocollo”.

Si tratta – continua Urzì – di misure e precauzioni che, unitamente alla disponibilità di mascherine FFP2 (che i datori di lavoro devono rendere disponibili per tutti i lavoratori), sono fondamentali per evitare che la situazione degeneri e che in autunno, se non prima, si debba ricorrere a provvedimenti più drastici in caso di aggravamento della situazione sanitaria. Occorre una nuova cultura della sicurezza perché purtroppo la pandemia ha cambiato definitivamente alcune abitudini e ci sono regole che, piaccia o non piaccia, nei luoghi di lavoro e non solo, varranno probabilmente per sempre. Di grande importanza anche la costituzione dei Comitati per l’applicazione e la verifica delle regole contenute nel protocollo di regolamentazione, con la partecipazione delle Rappresentanze Sindacali Aziendali e del Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza – conclude Urzì – con la precisazione che spesso si scambia la semplice pulizia per “sanificazione” che è cosa profondamente diversa e noi vigileremo affinché vengano applicate tutte le disposizioni presenti nel nuovo protocollo”.

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