Covid, rischio basso in tutte le regioni e scende l’incidenza: il monitoraggio Iss

Una crescita lieve dell’indice di contagio Rt da 0,73 a 0,75. Un calo dell’incidenza a 433 casi ogni centomila abitanti. E un robusto decremento dell’occupazione delle aree mediche e delle terapie intensive, che porta tutte le regioni a rischio basso. Questi sono i dati principali della bozza del report dell’Istituto Superiore di Sanità e del ministero della Salute sull’emergenza Covid in Italia.

Dall’Istituto superiore di sanità spiegano che “il tasso di occupazione in terapia intensiva il 3 marzo era al 6,6% contro l’8,4% del 24 febbraio. Il tasso di occupazione in aree mediche a livello nazionale è al 14,7% contro il 18,5%”. Inoltre “la percentuale dei casi rilevati attraverso l’attività di tracciamento dei contatti è in leggera diminuzione: 16% contro il 18% della scorsa settimana. È in aumento la percentuale dei casi rilevati attraverso la comparsa dei sintomi, 35% contro 33%, come anche quella dei casi diagnosticati attraverso attività di screening: 49% contro 48%.

Da lunedì 7 marzo la Cabina di regia potrebbe decidere di far tornare in bianco diverse regioni. Secondo i dati diffusi dalla bozza si dirigono verso il livello più basso di rischio la Valle d’Aosta, il Piemonte, la Liguria, il Trentino, il Friuli Venezia Giulia, l’Emilia Romagna, la Toscana, le Marche, l’Abruzzo, il Molise, la Puglia, la Calabria e la Sicilia. Delle regioni attualmente in giallo rimarrebbe fuori soltanto la Sardegna.

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