Crocetta rinviato a giudizio: “Rispetto i magistrati, ma mi sento derubato della mia vita”

Dopo il rinvio a giudizio con l’accusa di corruzione da parte del gup di Palermo, l’ex governatore della Sicilia, Rosario Crocetta, al telefono dalla Tunisia, ha commentato all’Ansa la notizia: “Ho rispetto per la legge e per i magistrati, ma mi sento derubato di una vita condotta nella lotta alla mafia e di sacrifici nell’interesse degli altri. Non sono fuggito in Tunisia come ho sentito dire a qualcuno. Mi sono trasferito in questo Paese per ristabilire un minimo di vita. Qui in Tunisia sono un esiliato, mi manca la Sicilia, mi mancano i miei amici, mi manca l’impegno politico e quello sociale”.

Crocetta afferma: “Nell’inchiesta Montante sono accusato di avere preso da lui e dai suoi amici milioni di euro, che non esistono. Nell’indagine Morace sono rinviato a giudizio per 10 mila euro dati con due bonifici alla luce del sole da quell’imprenditore, cui ho tolto tra l’altro 100 mln di euro riducendo i costi del trasporto marittimo, per finanziare la campagna elettorale del mio movimento (il Megafono): quindi accusato di corruzione per un bonifico, un primato. Delle due l’una: o sono un tangentista o un micragnoso. Non sono nell’uno e nell’altro”.

Crocetta si dice “profondamente amareggiato per due inchieste che mettono in discussione l’azione moralizzatrice che ho condotto durante tutta la mia vita” e sottolinea: “Se avessi ricevuto tutti quei soldi da Montante non penso che avrei dovuto ricorrere al finanziamento della mia campagna elettorale per raccogliere qualche migliaio di euro, per l’esattezza 40 mila perché gli altri 50 mila li versai grazie al tfr e ai miei risparmi. Sono accusato in vicende in cui non c’è una sola prova contro di me. Nel caso Montante ci sono le dichiarazioni di una persona che sostiene che io abbia ricevuto dei soldi, ma dov’è questo denaro? Dovrei essere ricco, e non lo sono. Con quei soldi avrei potuto aprire sedi del Megafono in giro per la Sicilia, avrei potuto fare una campagna faraonica, nulla di tutto questo è accaduto”.

“Nel caso Morace, invece, mi si accusa di averlo favorito in cambio di cosa? Di due bonifici, tracciati, da 10 mila euro. Insomma sarei un fesso, visto che come governatore avrei potuto agire in qualunque modo se avessi voluto favorire qualcuno e io non ho mai favorito nessuno in cinque anni di governo”, aggiunge Crocetta.

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