Totò Cuffaro

Cuffaro: “Il 23 maggio? Ho pregato”. Poi la polemica con due quotidiani nazionali

Totò Cuffaro è al centro delle polemiche in quest’ultimo periodo per l’appoggio alla candidatura a sindaco di Palermo di Roberto Lagalla, da molti giudicato “inopportuno”. E le polemiche sono destinate ad aumentare dopo il “dibattito” degli ultimi giorni.

Intervistato da ‘La Repubblica’ sull’edizione nazionale, Cuffaro ha così commentato il suo “ritorno” in politica: “È la mia passione. Sono pentito delle mie condotte del passato. Ho fatto degli errori, ho pagato di conseguenza. Posso tornare alle mie passioni. E poi ha ragione Lagalla. Non sono in condizione di influenzare le sue politiche. Voglio solo far rinascere la Democrazia cristiana”.

Nell’intervista, l’ex presidente della Regione parla nuovamente della sua condanna, specificando di non avere mai avuto notizia dell’esistenza di microspie a casa del boss Guttadauro e che pertanto questa notizia non l’ha mai comunicata a nessuno. E alla domanda sul 23 maggio, trentesimo anniversario della strage di Capaci, dice: “Che ho fatto lunedì? Ho pregato. A casa. Come molti siciliani”.

Sulla scelta di Antonella Tirrito come assessore designato della eventuale giunta Lagalla, Cuffaro dice: “Viene dal mondo cattolico. Ma non mi pare che sia frutto della gestione di potere. L’ha indicata Lagalla, io ho acconsentito. Non fa parte del mio partito. È una designazione laica”.

Cuffaro stamattina ha contestato il titolo con cui Repubblica ha presentato la sua intervista (“Ho il diritto di fare politica a Palermo. E avrò una mia assessora”). “Come sempre il quotidiano ‘La Repubblica’ è scorretto – dice Cuffaro -. Il titolo è l’esatto contrario di quello che dico nell’intervista. Ed è grave che l’abbiano virgolettato come se l’avessi detto io. Purtroppo la colpa è mia: al di là della buona fede dei giornalisti continuo a parlare con ‘La Repubblica’”.

Un’altra polemica mediatica viene sollevata da Cuffaro contro un altro quotidiano nazionale, “La Stampa”.  E’ lo stesso esponente politico a spiegare il senso della sua arrabbiatura: “I problemi che attanagliano Palermo sono tanti e tra questi spiccano il dissesto finanziario, le 1200 bare in attesa di una sepoltura da un anno e mezzo, i rifiuti e le problematiche legate a Bellolampo, fino al traffico, così come ho detto in un’intervista a ‘La Stampa’. Anche in questo caso, purtroppo, il titolo scelto non fa onore all’intervista dove con precisione invece vengono elencati i diversi problemi, ma non tutti, che affliggono la città di Palermo”.

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