Cuffaro: “Termovalorizzatori? Il malaffare non stava lì ma nelle discariche”

Qualche sasssolino nella scarpa, evidentemente l’aveva: e così Totò Cuffaro, ascoltato dalla commissione regionale antimafia nell’ambito dell’istruttoria sul ciclo dei rifiuti, ha risposto sui termovalorizzatori con l’ironia che gli era propria anche quando era Governatore della Sicilia all’inizio degli anni 2000.

“Per fermare i termovalizzatori il governo che è venuto dopo di me disse che lì si annidava il malaffare. No, il malaffare e l’illegalità si annidano da un’altra parte, lì dove sono stati messi i soldi: nelle discariche. Hanno fatto diventare la Sicilia una pattumiera. Io non ho visto nessuna fibrillazione nel senso di poter fare affari, gli ambienti mafiosi semmai erano molto preoccupati per la costruzione dei termovalorizzatori perché non avrebbero più potuto lucrare sulle discariche, dove si annida il malaffare”.

Parlando del governo successivo probabilmente Cuffaro ha voluto anche dare una stoccata al suo successore, Raffaele Lombardo, ma probabilmente anche ai governatori successivi che hanno sempre trattato l’argomento dei termovalorizzatori con molta circospezione proprio dopo le enormi polemiche che suscitarono ai tempi del governo Cuffaro.

Cuffaro poi ha aggiunto: “Ricordo che il governo venuto dopo di me era fatto da chi stava con me nel mio governo e aveva appoggiato i termovalorizzatori”. Per Cuffaro “con la scelta di bloccare i termovalorizzatori sono stati mandati in dissesto finanziario i comuni e il debito degli Ato, che allora era di 37 milioni di euro, oggi è di oltre 1,5 miliardi di euro“.

A conclusione dell’audizione Cuffaro ha anche incontrato i cronisti e ha parlato di vari temi. “Se potessi tornare indietro non rifare certi errori per i quali ho pagato il mio conto: avrei un atteggiamento differente, sarei più accorto e guardingo a incontrare la gente e non così aperto con tutti come sono stato in passato”.

Mi meraviglia molto il consenso dato a Salvini in Sicilia, come mi ha meravigliato quello per il M5s anche se si sta riducendo: il siciliano si aggrappa alla possibilità della speranza e del futuro, Salvini rappresenta questa speranza. Io rimango democristiano. E sto con i miei amici che spero lavorino per tenere una bandiera al centro, si chiami ‘Noi con l’Italia’ o come vogliono. Io sto con loro. E’ indubbio che quando davanti a una scheda la gente si ritroverà la Lega, il M5s, il Pd e FdI se vuole dare un voto moderato che fa? Noi speriamo che oltre a Italia Viva ci sia anche ‘Noi con l’Italia’ o un partito che riprenda la tradizione storica e culturale della democrazia cristiana”.

Quelli del M5s sono ragazzi per bene, io ne conosco tanti, puliti, onesti. Che abbiano portato un segnale di novità e di discontinuità è fuori discussione, vanno apprezzati per quello che fanno: stanno dando una risposta al Paese. Se poi non ci si organizza diventa difficile, mi auguro che riescano a consolidarsi e non diventino una meteora”.

“Ho fatto 8 anni il presidente della Regione anche col voto segreto. E’ una delle prerogative della democrazia parlamentare, è stato istituito per dare la possibilità al parlamentare di votare liberamente le cose più difficili. Io non l’ho mai chiesto l’abolizione, ho pensato semplicemente di parlare con chi mi votava contro”.

“Gli ex ‘cuffariani’ in Sicilia sono due milioni: ora sono divisi dappartetutto, in Fi, FdI, Pd e nella Lega. C’è stata una sorta di diaspora, è finito il ‘cuffarismo’ ora c’è il ‘cuffaresimo’: quando erano con me erano cattivi e ‘cuffaristi’, adesso che non ci sono più io tutti sono diventati buoni”.

Categorie
politica
Facebook

CORRELATI