Da Miccichè a numerosi amministratori locali: scatta la solidarietà per Cateno De Luca

La denuncia preannunciata dal Ministero degli Interni nei confronti del sindaco di Messina De Luca (LEGGI QUI LA NOTIZIA) per le frasi espresse da De Luca e ritenute offensive, è scattata in Sicilia la solidarietà nei confronti del primo cittadino peloritano.

Su Fb il presidente dell’Ars Gianfranco Miccichè si limita a dire “Cateno, sto con te”.

Matilde Siracusano, deputata messinese di Forza Italia, anche lei su Fb, si chiede: “Quale sarebbe il torto del sindaco? Forse quello di difendere con passione la sua città? Forse qualcuno a Roma si impressiona per qualche parola sopra le righe? Lasciatemelo dire: io sto con Cateno De Luca! Nella gestione dell’emergenza Coronavirus il governo e il Ministero dell’Interno hanno inanellato un errore dietro l’altro”.

Il deputato messinese di Fi Nino Germanà dice: “Posso comprendere che nella foga della difesa della propria città De Luca non abbia tenuto in debita considerazione il garbo istituzionale, ma stupisce che il Ministero dell’Interno, pur avendo novanta giorni a disposizione, nella fase di crisi che stiamo vivendo, abbia trovato immediatamente il tempo di dedicarsi alla querela per vilipendio, mentre ogni istante potrebbe essere decisivo per salvare vite umane. Mi auguro che il Viminale provveda, con la stessa celerità, a verificare se ci sono gli estremi per una denuncia penale per omessa vigilanza e procurata epidemia a carico delle Autorità statali preposte al controllo della mobilità dello stretto di Messina, circostanza rispetto alla quale sto predisponendo un atto di sindacato ispettivo”.

Un gruppo di amministratori locali ha espresso solidarietà e vicinanza a De Luca. “Pur comprendendo che i toni utilizzati dal sindaco siano stati eccessivi, ma sicuramente dettati dalla grande tensione, riteniamo che la decisione del Viminale sia quanto mai eccessiva, in considerazione del ruolo e del sacrificio che ognuno di noi sta portando avanti nell’esclusivo interesse di salvaguardare le nostre comunità. Vicinanza e solidarietà anche in considerazione dell’esodo che da solo si è trovato a contenere, essendo Messina la principale via d’accesso all’Isola”.

All’iniziativa promossa dal sindaco di Santa Teresa di Riva Danilo Lo Giudice, hanno aderito i sindaci di Alì Terme, Caprileone, Castell’umberto, Castelmola, Fiumedinisi, Fondachelli Fantina, Forza d’Agro, Francavilla di Sicilia, Furci Siculo, Gaggi, Gallodoro, Giardinello, Giardini Naxos, Letojanni, Librizzi, Limina, Mandanici, Mazzarra Sant’Andrea, Moio Alcantar, Mongiuffi Melia, Montagnareale, Montalbano Elicona, nizza di Sicilia, Novara di Sicilia, Oliveri, Pagliara, Patti, Roccalumera, Roccella Valdemone, Rodì Milici, San Teodoro, Sant’Agata Militello, Sant’Alessio Siculo, Santa Domenica Vittoria, Santa Teresa di Riva, Trappeto, Tripi, Venetico.

Di tenore diverso il commento dell’ex presidente del Senato Renato Schifani che parla della querela come “atto dovuto”. “Mi auguro che in questo frangente chiunque ricopra cariche istituzionali non si lasci andare a offese ad altre istituzioni o non condivida pubblicamente tali gesti, perché mai come adesso la collaborazione, il dialogo e il rispetto tra istituzioni sono indispensabili. Oggi il Senato ha dato prova di grande rigore e senso di responsabilità, dando vita ad un dibattito di altissimo livello dove governo, maggioranza e opposizione hanno condiviso la linea del confronto e della responsabilità, perché mai come ora gli italiani hanno bisogno di questo”.

Meno diplomatico Gianfranco Zanna, presidente di Legambiente Sicilia che esprime soddisfazione per la denuncia e sostiene che De Luca “con le sue pagliacciate ci ha fatto tutti vergognare di essere siciliani”. Lo dice Gianfranco Zanna, presidente di Legambiente Sicilia. “C’è bisogno di serietà e responsabilità. Doti che, purtroppo, mancano al sindaco di Messina che cerca soltanto di farsi propaganda elettorale urlando e sbraitando, non tenendo conto delle tragedie e delle difficoltà di quei siciliani bloccati per giorni in Calabria e costretti a tornare in Sicilia. Dobbiamo restare tutti umani, anche e soprattutto in questi in questi delicatissimi momenti. Da isolare c’è solo qualche buffone”.

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