Dal nuovo terminal aliscafi al Molo Trapezoidale: il porto di Palermo cambia volto

Un nuovo terminal aliscafi per le isole Eolie e Ustica, la nuova veste della banchina Sammuzzo e tanti nuovi progetti per il futuro dell’area portuale di Palermo sono stati presentati dal presidente dell’Autorità di Sistema portuale del Mare di Sicilia occidentale, Pasqualino Monti. Tra le opere presentate anche il parcheggio a servizio di Capitaneria e Dogana, il “mooring dolphin” in testata del Molo Vittorio Veneto. E ancora: la posa della prima pietra per la totale riqualificazione del Molo Trapezoidale, oltre alla ratifica dell’importante accordo sindacale che ha permesso alle imprese di assumere circa 200 persone.

Il nuovo terminal aliscafi è stato realizzato all’estremità del Molo Sammuzzo (lungo il muro divisorio che separa la banchina Sammuzzo dalla restante parte del Molo trapezoidale) per rispondere alle crescenti esigenze del traffico aliscafi da e verso Ustica e le principali isole Eolie, e per offrire accoglienza e servizi al milione di passeggeri in partenza o in transito, sia nei periodi estivi che in quelli invernali. Inoltre, tutta la banchina Sammuzzo, lunga 350 metri, è stata interessata da una massiccia opera di consolidamento, che la rende finalmente fruibile alle navi da crociera di ultima generazione, e da una significativa campagna di demolizioni che ne ha modificato l’assetto funzionale e percettivo: sono state eliminate le gru, poste in estremità di banchina, così come le rotaie, ormai in disuso. Al loro posto, tanto verde e un terminal diffuso pronto ad accogliere oltre un milione e mezzo di passeggeri crocieristi.

Il prossimo passo sarà ora il completamento della riqualificazione del Molo Trapezoidale, area che subirà (coerentemente con il Piano regolatore portuale) significative modifiche volte al miglioramento dell’offerta di servizi per i crocieristi e per la collettività e che prevede il dare continuità alla passeggiata sulla Cala, estendendola sino alla parte terminale del molo Trapezoidale e al Parco archeologico che così si candida a diventare sito Unesco, inserito nel “Percorso Arabo-Normanno”; a liberare le aree del Castello a Mare e valorizzare il sito; a generare spazi per l’ozio urbano e il business legato anche al made in Sicily e, quindi, al prodotto enogastronomico siciliano con tutte le sue eccellenze.

Accanto al Parco archeologico del Castello a Mare, di cui gli scavi hanno rintracciato il perimetro, verranno realizzati una passeggiata, una piazza, un lago urbano, 9 edifici con varie destinazioni, tra cui un auditorium e un anfiteatro panoramico da 200 posti, parcheggi. Qualche numero: 26 mila mq l’area di intervento, 8000 mq occupati dal laghetto urbano, 25,5 milioni di investimento, un anno e mezzo di lavori. 

Tra progetti ancora in corso e altri ultimati, l’AdSP ha impegnato e speso un importo di 296,8 milioni di euro. Nel porto di Palermo – nello specifico – le somme sono state destinate ai lavori (attualmente al 70%, termine gennaio 2021) di escavo dei fondali del bacino Crispi 3 e il connesso consolidamento della diga foranea per un valore del progetto di 39 milioni e 300 mila euro; al bacino di carenaggio (39 milioni), al bacino da 150 mila TPL (81 milioni), alla riqualificazione del Molo Trapezoidale (25,5 milioni); alla ristrutturazione dell’esistente Stazione Marittima (18 milioni) i cui lavori termineranno il prossimo giugno.

“Il nostro è un progetto circolare straordinario – spiega Monti – perché, consolidate o costruite le infrastrutture a vantaggio delle navi da crociera, siamo pronti a ospitare navi di ogni dimensione e, inoltre, all’industria crocieristica possiamo affiancare l’industria pesante, il bacino industriale per la costruzione delle imbarcazioni. Ecco allora prendere corpo un asset industriale completo, unito a un corollario di servizi e di bellezza della città che fa il resto”.

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