Dalla Corte dei Conti altre “bacchettate” alla Regione: troppe aziende partecipate

Settemila persone sono alle indirette dipendenze della Regione siciliana in quanto occupati in decine di aziende partecipate, le più grandi delle quali sono Azienda Trasporti Siciliana, Airgest, Multiservizi, Biosphera, Resais, Irfis Finsicilia: a questi si aggiungono i circa 14.000 dipendenti della Regione.

E’ questa l’amara radiografia della Sezione delle Autonomie della Corte dei Conti sugli organismi partecipati che contribuiscono ad appesantire le casse pubbliche della Sicilia. Poche aziende partecipate hanno i conti a posto, scrive l’economista Franco Garufi sul portale del Centro Pio La Torre, e tutte usufruiscono di contributi pubblici ora nel mirino dell’Unione europea perché configurabili come aiuti di Stato.

Secondo la Corte dei Conti, il personale impiegato presso le società regionali attive è pari a 6.997 unità, circa il 50% della consistenza di quello in servizio presso l’amministrazione regionale (14.085) per un totale di 21.000 persone. Tra l’altro l’Ast non ha presentato la relazione sul nuovo piano industriale e sul contenimento dei costi “né è stato chiarito come si concili il mantenimento di detta società” con l’obbligo di razionalizzare le partecipazioni in società che svolgono attività analoghe o similari a quelle svolte da altre società partecipate o da enti pubblici strumentali svolgendo essa la stessa attività analoghe o similari a quelle svolte dalla società Jonica Trasporti S.p.A.”, scrivono i magistrati.

Per quanto riguarda l’Airgest (che gestisce l’aeroporto di Trapani), anche la Sezione di controllo per la Regione Siciliana ha preso atto della valutazione formulata dall’Enac che ha giudicato il piano di risanamento della società” non valutabile in quanto privo della parte descrittiva ed argomentativa necessaria per una sua compiuta contestualizzazione e comprensione”.

Considerazioni negative vengono riferite anche al Parco scientifico e tecnologico: non risultano adottate iniziative concrete ai fini della sua dismissione. Contestazioni alla “Servizi Ausiliari Sicilia S.c.p.a.”, che ha incorporato le attività di “Beni Culturali S.p.A.“, “Multiservizi S.p.A.” e “Biosphera S.p.A.“, che svolgono le stesse attività analoghe o similari a quelle della società “Resais S.p.A.”, partecipata indiretta tramite l’ente pubblico “Espi”. E all’Irfis Finsicilia rispetto all’esistenza di altri enti finanziari: nel 2017 si trattava ancora di Ircac e Crias, rispettivamente finalizzati al credito per la cooperazione e l’artigianato, che il governo regionale avrebbe voluto unificare nel nuovo Irca.

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