Le cannonate di Salvini contro gli inciuci per evitare il voto. In Sicilia viene contestato

Il tour spiaggia-elettorale del Ministro degli Interni Matteo Salvini comincia bene a Taormina ma è destinato a finire in contestazioni già avvenute a Catania, nel pomeriggio, e a Siracusa dove già vi sono centinaia di dimostranti che lo attendono. Quindi le contestazioni anche di chi non ha dimenticato cosa diceva Salvini die siciliani e del napoletani e alcuni cartelli lo hanno ricordato.

E così dopo le contestazioni della piazza in Calabria, si fanno più dure nelle ultime tappe del giro del Sud. All’elegante Lido Caparena di Taormina c’è un solo militante cinquestelle con megafono e bandiera.

A Catania invece, decine di persone urlano slogan contro il ministro dell’Interno, fronteggiati da altrettanti a favore. Ci sono momenti di tensione, volano bottiglie di plastica contro la macchina del ministro. Le forze dell’ordine in assetto antisommossa separano i due gruppi. Dopo la visita di Salvini al sindaco, all’uscita dal Municipio, la folla dei contestatori si è ingrossata e il leader della Lega deve rinunciare alla passeggiata in piazza Duomo.

Intanto a Siracusa, che lo aspetta come ultima tappa del giorno, in serata con un comizio, vengono esposti striscioni pro migranti dai balconi. Ci si aspetta un’altra contestazione bis dopo Catania ma Salvini ostenta sicurezza, convinto di avere l’elettorato dalla propria parte. E per scongiurare un proseguo della legislatura senza la Lega al comando, ecco che Salvini torna a parlare di Giorgia Meloni e Silvio Berlusconi:Penso che già la settimana prossima ci ritroveremo con gli alleati per le regionali, ovviamente si parlerà anche di altro“. E di cosa se non un accordo romano?

Ecco la cronaca e le esternazioni del ministro nella mattinata siciliana.

E’ arrivato in orario  al Lido Caparena di Taormina, il Ministro degli Interni, Matteo Salvini, per una nuova tappa, una sorta di giro d’Italia delle spiagge del meridione per conquistare nuovi elettori. Da qui, come era naturale accadesse il “Capitano” come è stato ribattezzato, ha cominciato a sferrare una serie di cannonate alla volta di tutti gli attori che ruotano attorno alla crisi governativa e al disfacimento dell’alleanza con i grillini. Il Matteo leghista tocca tutti i punti a lui cari per confermare le sue tesi.

“L’Italia verrà salvata da 60 milioni di abitanti che voteranno, a meno che qualcuno non pensi che sia popolata da barbari, in democrazia la parola spetta al popolo”.

E ancora: “Un governo Renzi-Grillo-Boschi-Fico? Ma dai, siamo seri, ogni giorno che si perde è un danno per l’Italia. Prima si fissa la data delle elezioni più si fa il bene dell’Italia. Prima il popolo decide, prima c’è il nuovo Parlamento, prima si fa la manovra economica e prima l’Italia riparte. Chi perde tempo tifa per l’aumento delle tasse e per il caos. Chi perde tempo è perchè vuole conservare la poltrona, da Renzi me lo aspettavo, da Grillo un po’ meno…”.

Poi una toccata anche al segretario del Pd Zingaretti: “In questo momento mi sembra molto più coerente Zingaretti: tutto il Pd ha insultato per un anno Di Maio, Conte, Fico, è coerente dire che dopo questo governo c’è il voto. Se comanda sempre Renzi nel Pd? L’intervista oggi l’ha fatta lui, però c’è un segretario di partito che conto rispetti la democrazia”.

Poi ad una precisa domanda, che molti osservatori ed economisti temono possa accede, il leader della Lega è chiaro: “Non c’è assolutamente all’ordine del giorno alcuna uscita dall’euro”.

Salvini dice di avere fiducia nel capo dello Stato: “Ho totale fiducia e rispetto del presidente Mattarella, che mi sembra abbia ben chiaro il bene dell’Italia”.

“Se Fico – dice Salvini – non convoca la Camera? Non fa il bene dell’Italia. Se lunedì i capigruppo convocano le Camere per martedì, come in un Paese civile accadrebbe, si chiude tutto a Ferragosto. Fico? Può anche decidere che la Camera la convoca a Natale, ma non fa il bene dell’Italia. Chi perde tempo in una situazione delicata e chiara come questa lo fa solo per salvare la poltrona. L’Italia ha bisogno di un governo forte nel senso di stabile e che vada avanti per cinque anni”.

Alla domanda di un cronista “Non teme che qualcuno le dica che vuole diventare una sorta di dittatore chiedendo pieni poteri?, risponde: “Macchè dittatore? Chiedo le elezioni, i dittatori non vogliono le elezioni, più democratico di così che vuoi avere nella vita? – ha risposto il vicepremier -. C’è la costituzione che regola i poteri. Non voglio un governo che litiga sempre. Quelli che non vogliono le elezioni non amano la democrazia”.

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