Depistaggio Borsellino, Maria Falcone: “Forte amarezza, negata nuovamente la verità”

“Come sorella di Giovanni Falcone e come cittadina italiana, provo una forte amarezza perché ancora una volta ci è stata negata la verità piena su uno dei fatti più inquietanti della storia della Repubblica”. Lo dice Maria Falcone, sorella del giudice Giovanni ucciso dalla mafia a Capaci, in merito alla sentenza, di ieri del tribunale di Caltanissetta nel processo sul depistaggio delle indagini sulla strage di Via D’Amelio.

“La prescrizione è sempre una sconfitta per la giustizia che – spiega -, specie in processi tanto delicati, evidentemente non è riuscita ad agire con la celerità che avrebbe dovuto avere”.

“Dal dispositivo, che asserisce l’esistenza del depistaggio e la responsabilità di due dei tre imputati, emerge comunque la conferma dell’impianto della Procura di Caltanissetta che, con un lavoro coraggioso e scrupoloso, ha fatto luce su anni di trame e inquinamenti investigativi”.

“Questa sentenza arriva a una settimana dal trentesimo anniversario della strage di Via D’Amelio che ancora una volta vedrà i familiari di Paolo Borsellino, ai quali esprimo tutta la mia vicinanza, in attesa della verità”, conclude.

PALERMO, SI FINGEVA AVVOCATO PER TRUFFE IMMOBILIARI AI CITTADINI: ARRESTATA 52ENNE

DEPISTAGGIO VIA D’AMELIO, NESSUNA CONDANNA: PRESCRITTI DUE EX POLIZIOTTI, ASSOLTO IL TERZO

CALTANISSETTA, REDDITO DI CITTADINANZA E TRUFFA ALL’INPS: OLTRE CENTO INDAGATI

Categorie
attualità
Facebook

CORRELATI