Dipendenti regionali, premi di rendimento e polemiche. Ma non erano fannulloni?

Dopo aspre polemiche sui dipendenti regionali (definiti per il 70% “inutili” dal presidente della Regione Musumeci), scattano i premi di rendimento. E Palazzo d’Orleans ha destinato anche due milioni in più per gli straordinari rispetto allo scorso anno. Una decisione che suscita lo stupore perfino dei sindacati: due sigle (Uil e Cobas) non hanno firmato l’accordo e vengono sollevate perplessità sia sulla presunta assenza di valutazione nel merito sia sull’erogazione stessa dello straordinario, nonostante da 9 mesi il personale sia in smart working (condizione che non dovrebbe comportare straordinario).

A riportare la notizia è il Giornale di Sicilia, che quantifica l’aumento del budget per gli straordinari da 5,7 a 7,7 milioni. Ogni assessorato e dipartimento sarà chiamato poi a distribuire la porzione di budget a propria disposizione in base ai risultati.

E la quota maggiore è assegnata al Dipartimento Lavoro, quello che a marzo fu travolto dalle critiche perché l’allora dirigente generale, Giovanni Vindigni, firmò un accordo con i sindacati che prevedeva straordinari da 3 mila euro a ciascun dipendente per esaminare le pratiche di cassa integrazione per il Covid. Quell’accordo fu ritirato ma ora ai dipendenti dell’assessorato arrivano 900 mila euro per gli straordinari (ma non viene specificato per quale attività vengono assegnati). All’Agricoltura vanno 650 mila euro; ai Trasporti 450 mila.

Anche all’assessorato all’Energia arrivano 120 mila euro per straordinari, nonostante l’ex dirigente Tuccio D’Urso in estate parlò di “fancazzisti” che avrebbero messo a rischio la spesa dei fondi europei. “Sia per i premi di rendimento che per gli straordinari – dice Luca Crimi della Uil – non c’è stata una reale programmazione e una valutazione del merito. E poi si parla di fannulloni…”: il riferimento è alle dichiarazioni del presidente della Regione, Nello Musumeci, che definì tali buona parte dei dipendenti dell’amministrazione.

Anche la Cisal, che però ha firmato l’accordo, solleva perplessità: “Ci chiediamo come sia possibile assegnare due milioni in più in un periodo in cui tutti sono stati in smart working”, spiegano Angelo Lo Curto e Giuseppe Badagliacca che hanno scritto al governo chiedendo i dettagli delle assegnazioni. Per il capo dell’Aran, Accursio Gallo, “le risorse sono state distribuite sulla base dei dati che la Regione ci ha inviato”. L’Aran ha anche ufficializzato la proposta di rinnovo contrattuale per i 1.630 dirigenti a cui andranno aumenti medi da 209 euro lordi al mese che portano con sé arretrati da 9.288 euro una tantum.

(gm) Il titolo è ovviamente provocatorio. Lungi da noi l’idea di generalizzare e di “marchiare” un’intera categoria con l’appellativo di fannulloni: c’è chi lavora tanto e bene, chi non è all’altezza del compito e chi magari approfitta dell’incapacità di guidare un ufficio secondo criteri di efficacia ed efficienza. Ma non possiamo non sottolineare il comportamento “doppio” di una amministrazione che prima lancia strali attraverso le dichiarazioni del suo capo e poi invece elargisce premi e straordinari come se tutto andasse a meraviglia.

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