Divieti e contagi, la Giunta approva il ddl “autonomista”. Roma minaccia lo stop

La Giunta regionale siciliana ha partorito nella notte l’atteso disegno di legge con il quale ci sarà la possibilità di adeguare la ripresa delle attività economiche all’andamento effettivo del contagio nell’Isola.

Un testo abbastanza snello che, nell’idea del Governatore, dovrebbe consentire alla Sicilia di fare valere la propria autonomia nell’applicazione di misure di contenimento diverse da quelle imposte dal Dpcm romano.

Musumeci ha deciso di andare avanti nonostante la precisa presa di posizione del ministro per gli Affari regionale Boccia che da Roma aveva preannunciato che, se la Sicilia fosse andata avanti nei suoi propositi, il provvedimento sarebbe stato immediatamente impugnato dal Governo nazionale. E così sarà. Con scarsissime possibilità che la Regione possa imporre il suo punto di vista.

Il disegno di legge ha preso ispirazione da quello adottato dalla Provincia autonoma di Bolzano che – ha commentato Musumeci – “assicura il rispetto dei valori costituzionali della sussidiarietà e della leale collaborazione. Chi parla di “scontro” con lo Stato è solo in malafede. Siamo tutti consapevoli dei tempi difficili che ci attendono e della necessità di contenere la diffusione del virus, ma rivendichiamo anche responsabilità di anticipare e accompagnare la ripartenza per meglio rispondere alle specifiche esigenze del territorio siciliano”.

Il provvedimento di Giunta era stato anticipato dal presidente della Regione 24 ore prima all’Ars che ha parlato di “diritto della Regione a disciplinare su alcune materie”, per “adattare le norme nazionali alle abitudini della nostra terra”, suscitando però le veementi critiche delle forze di opposizione che in sostanza ritengono quella del Governatore una presa di posizione demagogica, solo “fumo negli occhi” per cavalcare l’onda populista. Il presidente dell’Ars Miccichè, anche lui contrario a molte misure nazionali, ha assicurato una sorta di corsia privilegiata all’Ars per favorire la veloce discussione in Aula e la successiva votazione.

In particolare, la Giunta regionale ritiene inopportune certe misure restrittive imposte dal Dpcm di Conte a cominciare dalla chiusura alle 18.00 di locali pubblici e ristoranti. Una situazione che ha prodotto crescente nervosismo sfociato in manifestazioni di piazza che nonostante gli intenti di pacifica protesta si sono trasformati in momenti di tensione, come quello di ieri pomeriggio lungo le vie principali del centro storico di Palermo.

SILVANA SAGUTO CONDANNATA A 8 ANNI E 6 MESI

CORONAVIRUS: IL BOLLETTINO DELLA SICILIA (28 OTTOBRE)

PROTESTE CONTRO IL DPCM, TENSIONI E SCONTRI A PALERMO

Categorie
politica
Facebook

CORRELATI