È il giorno del ricordo di Paolo Borsellino e della scorta. Cuscino di fiori in via D'Amelio
Foto di Andrea Tuttoilmondo (Facebook).

È il giorno del ricordo di Paolo Borsellino e della scorta. Cuscino di fiori in via D’Amelio

È il giorno di Paolo Borsellino, della sua scorta di cinque uomini, della strage di via D’Amelio. Palermo non dimentica e anche oggi – nella ricorrenza del 27esimo anniversario – ha dato vita a una sobria ma partecipata manifestazione pubblica.

Ai piedi dell’Albero della pace, in via D’Amelio, è stato deposto un cuscino di fiori per ricordare il magistrato ma anche gli agenti della polizia che caddero con lui in quella strage: Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina.

Il presidente della Regione Nello Musumeci ha detto: “Siamo davanti all’albero di ulivo che simboleggia l’eternità del messaggio che hanno voluto lasciare Paolo Borsellino, la sua scorta e anche Giovanni Falcone e gli uomini che lo accompagnavano e tutti coloro che sono caduti nella trincea della lotta alla mafia. A questi giovani meravigliosi che ho incontrato qua dobbiamo spiegare che ognuno di noi è impegnato e deve sentirsi impegnato sul fronte della Antimafia che non deve essere “gridata” ma va praticata giorno dopo giorno nel silenzio del dovere. Ascoltare la voce di Paolo Borsellino mi ha suscitato una emozione particolare. Si evidenzia con estrema chiarezza, con drammatica attualità e con triste presentimento quello che poi sarebbe accaduto. Borsellino è stato tradito da chi doveva stargli vicino e lo Stato non è apparso sufficientemente presente, forse non tutti gli apparati dello Stato volevano che emergesse la verità nelle indagini. Dobbiamo conoscere i volti di chi doveva fare il proprio dovere e non lo ha fatto, di chi ha lasciato solo Paolo Borsellino per farlo diventare comodo e facile bersaglio della mafia”. Presenti anche il vice presidente della Regione Gaetano Armao, gli assessori Ruggero Razza e Toto Cordaro.

SERGIO MATTARELLA, presidente della Repubblica: “Nel ventisettesimo anniversario della strage di via D’Amelio, in cui persero la vita, insieme a lui, Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina, rivolgo nei loro confronti un pensiero commosso e rinnovo la solidarietà ai loro familiari, tra i quali, per il primo anno, manca Rita Borsellino che ne ha continuato in altre forme lo stesso impegno. Rimane forte l’impegno per Paolo Borsellino, e per tutte le vittime di mafia, di assicurare, oltre al tributo doveroso della memoria, giustizia e verità”.

MARIA ELISABETTA ALBERTI CASELLATI, presidente del Senato: “Libertà, giustizia, coraggio, rigore morale: ancora oggi, a 27 anni di distanza dalla strage di via D’Amelio, il ricordo degli ideali che animavano Paolo Borsellino e ai quali egli improntò tutta la sua vita privata e professionale, è vivo e pulsante nella memoria collettiva del Paese. Un segno indelebile dell’esempio che Borsellino ancora oggi incarna per tante generazioni di italiani. Ai familiari di Paolo Borsellino e degli uomini della sua scorta esprimo la mia vicinanza: il dovere delle istituzioni deve essere quello di sostenerli fino in fondo nella ricerca della verità assoluta dei fatti. Finché ciò non avverrà e finché le organizzazioni criminali non verranno definitivamente disarticolate e sconfitte, il loro ricordo non potrà mai dirsi davvero onorato”.

NICOLA MORRA, presidente della commissione parlamentare antimafia: “Le parole di Fiammetta Borsellino sono per me fonte di riflessione ed uno stimolo forte e deciso che accolgo in pieno. La commissione Antimafia sta desecretando il materiale in suo possesso e continuerà a farlo, senza tentennamenti. Ci auguriamo che anche i materiali della commissione stragi, la cui desecretazione non dipende dall’Antimafia, possano diventare patrimonio dei cittadini, così come quelli gestiti da altre istituzioni. Il rispetto dell’immenso dolore dei familiari delle vittime è per me principio inamovibile”.

MATTEO SALVINI, ministro dell’Interno: “”Il 19 luglio di 27 anni fa, nella strage di via D’Amelio, vennero assassinati Paolo Borsellino e cinque donne e uomini della scorta. Un pensiero e una preghiera per questi Eroi Italiani, ringraziando Forze dell’Ordine e magistrati che ne onorano la memoria con la guerra quotidiana a tutte le Mafie, con decine di arresti e confische di patrimoni milionari anche in questi giorni. #lamafiamifaschifo”.

ALFONSO BONAFEDE, ministro della Giustizia: “Via D’Amelio, ventisette anni dopo quel terribile pomeriggio del 19 luglio 1992, ci ricorda ancora una volta quanto sia lunga e tortuosa la strada da percorrere per conoscere tutta la verità e ottenere piena giustizia rispetto ad un periodo tragico che ha cambiato per sempre la storia del nostro Paese. Oggi dobbiamo ribadire che non ci si deve fermare finché ogni dubbio, ogni mistero, ogni ombra non sarà definitivamente cancellata. Lo dobbiamo a Paolo Borsellino, Agostino Catalano, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina, Emanuela Loi, Claudio Traina e a tutti quelli che nella battaglia contro la mafia, la paura e la rassegnazione hanno sacrificato la propria vita”.

PIETRO GRASSO, senatore (Liberi e Uguali): “Nelle risposte taglienti emerse dagli audio resi disponibili dalla Commissione antimafia c’è tutto il Paolo Borsellino che conosco. La rabbia di chi era consapevole di cosa servisse per combattere efficacemente la mafia, e già nel 1984 pretendeva dallo Stato totale dedizione e collaborazione. È incredibile pensare che siano passati 27 anni dalla strage Via D’Amelio. Anni in cui non si è arrivati, nonostante gli sforzi, a svelare alcuni aspetti fondamentali e oscuri della strage che ha portato alla morte di Paolo, Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina. Nel loro nome non dobbiamo smettere di combattere e di cercare la verità”.

GIANFRANCO MICCICHÉ, presidente dell’Assemblea regionale siciliana: “Commemorare Paolo Borsellino è un dovere per tutti noi. Un dovere che non si deve manifestare soltanto il giorno della ricorrenza della strage di via D’Amelio, il 19 luglio, ma quotidianamente. Bisogna, soprattutto, parlarne con i più giovani per mantenere viva la memoria non solo di vittime come Borsellino e Giovanni Falcone ma di tutte quelle che, innocenti, sono cadute a causa della violenza mafiosa. Le istituzioni giudiziarie sono chiamate a fare luce sui depistaggi e sulle false verità che hanno contraddistinto le indagini su via D’Amelio”.

ELISABETTA TRENTA, ministro della Difesa: “Oggi come allora ricordiamo con orgoglio il loro esempio di determinazione, coraggio, senso di giustizia e fedeltà allo Stato #pernondimenticare”.

GIORGIA MELONI, presidente Fratelli d’Italia:  “Tra depistaggi e insabbiamenti, ancora oggi questa pagina buia della nostra storia non conosce verità. Per questo Fratelli d’Italia chiede l’istituzione di una commissione d’inchiesta sull’attentato di via D’Amelio. Appurare la verità è un atto dovuto nei confronti della memoria delle vittime e di tutti gli italiani onesti che, nell’esempio di eroi come Borsellino, si battono ogni giorno per liberare l’Italia dall’oppressione mafiosa. Noi non dimentichiamo: Paolo vive. Come ogni anno, sarò alla tradizionale fiaccolata del 19 luglio”.

GIUSEPPE LUPO, capogruppo PD all’Ars: “Se pensiamo a Paolo Borsellino ci viene in mente un grande magistrato, un punto di riferimento nella lotta alla mafia, un uomo coraggioso che ha proseguito con fermezza e determinazione il proprio lavoro anche nelle sue ultime, drammatiche settimane. Ecco, è quel coraggio che dobbiamo ricordare ed onorare, anche sostenendo chi ancora oggi continua a ricercare la verità su quanto accaduto quel terribile pomeriggio del 19 luglio 1992 in via D’Amelio”.

 

Categorie
attualità
Facebook

CORRELATI