È morto Nino Vaccarella, leggenda dell’automobilismo siciliano: aveva 88 anni

È morto Nino Vaccarella, leggenda dell’automobilismo siciliano. Nato a Palermo il 4 marzo 1933, era considerato il miglior pilota della Sicilia e tra i migliori driver in assoluto. Aveva 88 anni. Nel mondo delle corse era noto con il soprannome di “Preside Volante“, dovuto alla sua attività di preside nella scuola privata di proprietà della famiglia, a Palermo.

L’importante palmarès di Vaccarella è costellato di molte vittorie in gare internazionali della categoria “Sport-prototipi”, nella quale conquista, con la Ferrari, il titolo mondiale del 1964. Partecipò con particolare impegno e frequenza alla Targa Florio che vinse nel 1965 in coppia con Lorenzo Bandini, (Ferrari 275 P), nel 1971 con Toine Hezemans (Alfa Romeo 33/3 Sport Prototipo) e nel 1975 con Arturo Merzario (Alfa Romeo 33TT12 spyder) nella sua ultima gara da pilota.

Nelle edizioni del 1962 e 1970 conquistò il 3º posto ed in quella del 1963 venne squalificato da un inflessibile commissario di gara, in quanto sprovvisto della patente di guida che gli era stata ritirata, nel 1961, a causa di un incidente stradale occorsogli a Pescara.

Il sindaco, Leoluca Orlando, appresa la notizia, ha dichiarato: “Esprimo grande commozione per la scomparsa di Ninni Vaccarella. Vaccarella è stato punto di riferimento per la cultura della nostra città a partire dalle sue indimenticabili avventure e vittorie sportive. Vaccarella ci lascia un contributo importante all’umanizzazione del successo nello sport automobilistico”.

Il presidente dell’Ars, Gianfranco Miccichè, invece, dice: “Le mie condoglianze personali e di tutta l’Assemblea regionale siciliana ai familiari di Ninni Vaccarella, formidabile pilota siciliano, plurivincitore della Targa Florio, che ha portato il suo nome e quello della nostra Isola nel mondo”.

Nello Musumeci, presidente della Regione, afferma: “Ninni Vaccarella era la Sicilia che accetta la sfida e vince. Un pilota leggendario, nell’albo d’oro della corsa più antica del mondo. È stato un grande siciliano e, come tale, con tristezza oggi lo salutiamo”. 

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