È morto Roberto Maroni, addio all’ex ministro ed ex segretario della Lega: aveva 67 anni

Addio a Roberto Maroni, ex ministro ed ex segretario della Lega. Il politico – malato da tempo – è morto nella sua abitazione nel Varesotto: aveva 67 anni e si era ritirato dalla politica per occuparsi della sua salute.

Maroni ha ricoperto dal 2013 al 2018 la carica di presidente della Regione Lombardia e con Bossi ha fatto parte della prima Lega Nord. Fu ministro dell’Interno e ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, oltre ad essere annoverato tra gli 80 leghisti che rappresentarono per la prima volta la Lega in Parlamento nel 1992.

Il presidente della Regione Sicilia, Renato Schifani si dice “profondamente addolorato per la scomparsa di Roberto Maroni, con il quale abbiamo condiviso tanti di anni di vita politica fianco a fianco”.

“Lo ricordo come uomo perbene, di grande spessore umano, appassionato, concreto e pronto al confronto, ministro di grande equilibrio e autorevolezza alla guida del Viminale. Alla famiglia vanno le mie più sentite condoglianze che estendo al segretario della Lega Matteo Salvini”.

La famiglia di Roberto Maroni ha annunciato il decesso. “Lunedì notte alle 4 il nostro caro Bobo ci ha lasciato. A chi gli chiedeva come stava, anche negli ultimi istanti, ha sempre risposto ‘bene’. Eri così Bobo, un inguaribile ottimista. Sei stato un grande marito, padre e amico”.

Marianna Caronia, capogruppo della Lega all’Assemblea regionale siciliana, in una nota sottoscritta dagli assessori Luca Sammartino e Mimmo Turano, e dai deputati Vincenzo Figuccia e Pippo Laccoto, dichiarano: “Con Roberto Maroni scompare prematuramente una delle figure più eminenti della Lega. Autentico regionalista, ha guidato per anni la Lombardia con grandi risultati ed ha assunto ruoli di governo servendo il Paese da ministro dell’Interno e del Lavoro. Roberto Maroni ha sempre creduto nel federalismo rispettoso delle autonomie regionali e calibrato secondo il principio di sussidiarietà previsto dalla Costituzione per compensare difformità e ritardi nello sviluppo delle aree del Mezzogiorno. Perdiamo un uomo di Stato”.

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