Economia in crisi, Di Dio: “Molte aziende verso la chiusura, occorre un piano strategico”

L’aggiornamento congiunturale diffuso oggi dalla Banca d’Italia, che rileva le gravi difficoltà in cui versa la Sicilia nel 2020, è “la fotografia impietosa denunciata da mesi da Confcommercio, la conferma che la pandemia in Sicilia è stata una circostanza aggravante che si è innestata su una situazione già drammatica”, come ha commentato Patrizia Di Dio.

Secondo la presidente di Confcommercio Palermo “molte aziende sono state già condannate alla chiusura” e causa degli ultimi Dpcm “cadranno sul campo altre migliaia di imprese che non riescono più a far fronte alla situazione”.

“Se appena due mesi fa avevamo stimato una perdita solo in Sicilia di 5,6 miliardi (-8,2%), adesso – dice la Di Dio – possiamo ritenere addirittura riduttiva quella già drammatica e insostenibile previsione. Occorre un piano strategico ben delineato, in cui venga spiegato chiaramente cosa si è fatto e cosa si sta facendo, a cominciare dai problemi organizzativi della sanità territoriale e ospedaliera. Bisogna intervenire presto e bene, con programmazione e coordinamento, facendo sistema con determinazione e facendo arrivare immediatamente gli aiuti a tutte le aziende che hanno cali significativi. Rabbia e disperazione stanno crescendo e non è più possibile sbagliare”.

Giuseppe Lupo, capogruppo del Pd all’Ars, dice: “La situazione è disastrosa. Il governo regionale non ha fatto nulla per scongelare gli aiuti e dare ossigeno alle imprese con i fondi previsti nella finanziaria. A distanza di sette mesi le aziende aspettano ancora i 125 milioni del Bonus Sicilia, una misura che avrebbe dovuto rappresentare un’opportunità mancata che si è rivelata solo una delusione. Il turismo è in ginocchio mentre i 45 milioni per l’attivazione del programma See Sicily, che avrebbero potuto incidere positivamente sulla stagione turistica, sono ancora fermi”.

Anche Pino Pace, presidente Unioncamere Sicilia, commenta: “L’emergenza Covid, che ha messo in ginocchio l’economia siciliana, è stata una bomba deflagrata nel sistema delle imprese che hanno dovuto combattere per lunghi anni contro la crisi economica, iniziata intorno al 2008 dalla quale ancora in pochi si erano ripresi”.

Il presidente di Confesercenti Sicilia, Vittorio Messina, invece dice che “le conseguenze della crisi pandemica e delle misure di contenimento del contagio hanno avuto un peso notevole su un quadro di per se abbastanza fragile come quello della nostra Isola. Il recupero parziale che le imprese hanno fatto registrare dopo il primo lockdown è già alle spalle e niente di buono si prospetta per i prossimi mesi, tenuto conto anche delle restrizioni che permangono e che molto probabilmente verranno mantenute anche per il periodo natalizio. Di estrema gravità poi è la situazione che si registra dal punto di vista occupazionale nonostante il blocco dei licenziamenti”.

AGGIORNAMENTO CONGIUNTURALE DELLA BANCA D’ITALIA

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