Edy Tamajo
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Edy Tamajo, i giudici: “Il reato ci fu ma poteva non sapere”

Avrebbero agito all’insaputa del deputato regionale Edy Tamajo, eletto nelle liste di Sicilia Futura con 13.894 voti risultando il terzo più votato della Sicilia e il primo della provincia di Palermo. Da qui l’archiviazione.

Secondo i giudici, gli elementi a disposizione “non sono sufficienti per affermare” che il deputato regionale “abbia determinato l’azione delittuosa o l’abbia anche solo agevolata” anche se esisterebbero “significativi elementi di riscontro in merito alla effettiva compravendita di voti in favore di Tamajo, avvenuta mediante la promessa della corresponsione della somma di 25 euro”.

In pratica, Tamajo, durante le elezioni del 5 novembre 2017, fu aiutato in maniera poco trasparente ma a causa “degli interessi personali” di 4 persone, i fratelli di Brancaccio Cristian e Nicolina D’Alia e i procacciatori di voti Giuseppe Montesano e Giuseppe Habib Bouahouel che rischiano di andare a processo.

“Le attività di indagine – scrive il pm Siani, coordinato dal procuratore aggiunto Sergio Demontis – hanno consentito di accertare solo come l’indagato Montesano si sia mosso in prima persona per procurare voti a Tamajo, verso la promessa di somme di denaro, invitando i propri interlocutori, tra i quali i D’Alia e Bouhaouel, a estendere tale invito a terzi e a propri familiari”. Un modo di agire che, pero’, non coinvolgerebbe il deputato regionale, così come sarebbero leciti i contatti tra altri “grandi” elettori di Tamajo.

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