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Elezioni e par condicio, Corecom Sicilia: “Legge inadeguata al web e ai nuovi media”

Vigilare sul rispetto degli spazi elettorali per tutte le forze politiche. In Sicilia, con la convocazione dei comizi elettorali per le elezioni amministrative e per le elezioni europee, il periodo di par condicio è già iniziato il 14 marzo attivando un complesso sistema di regole per le emittenti locali e per le amministrazioni.

In un’intervista rilasciata all’Ansa, la professoressa Maria Astone, presidente del Corecom Sicilia, sottolinea il ruolo dell’ente nel sorvegliare il dibattito elettorale e recepire eventuali segnalazioni e ricorda: “La scelta di non far coincidere le elezioni amministrative, per i comuni siciliani interessati, con le elezioni europee ha fatto si che già dal 14 marzo scorso sono entrate in vigore le disposizioni sulla par condicio, dettate dalla legge 28/2000”.

Il riferimento è ovviamente alle regole e principi (tra cui la completezza e correttezza, obiettività, equità, lealtà, imparzialità, pluralità) che vanno rispettate da “emittenti radiotelevisive pubbliche e private e fornitori di contenuti in ambito nazionale”. Ma Astone apre una riflessione sul tema del web: “La legge 28/2000 è ormai inadeguata alle nuove forme di comunicazione e ai media digitali perché la propaganda politica si svolge anche attraverso le piattaforme on line e i social”.

E aggiunge: “Serve un intervento legislativo che ampli la portata applicativa della legge, adeguandola ai nuovi media e alle nuove tecnologie dell’informazione, serve in sostanza una legge che garantisca anche la par condicio on line. Si pone il problema di garantire  l’accesso agli strumenti di informazione e comunicazione politica forniti dalle piattaforme digitali in particolare Google e Facebook”.

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