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Elvira Restivo. “La Consulta degli ingegneri ha grandi potenzialità, c’è molto da fare”

Elvira Restivo, già consigliere dell’Ordine degli ingegneri della provincia di Palermo, è il nuovo presidente della Consulta degli ordini degli ingegneri della Sicilia. Specializzata in ingegneria idraulica con un dottorato in geotecnica, moglie di un ingegnere e madre di tre ragazzi, è la prima donna chiamata a guidare la consulta regionale dal giorno della sua costituzione, avvenuta nel novembre del 1971. Dopo 38 anni, inoltre, la presidenza torna a essere affidata a un esponente dell’ordine di Palermo.

In cosa consiste la Consulta degli ordini degli ingegneri?

“La Consulta è un ente giuridico con grandi potenzialità, dà voce a quasi 22 mila ingegneri siciliani iscritti all’Ordine. Insieme alla consulta lombarda, nata anch’essa nel 1971, è la più antica d’Italia. In altre regioni d’Italia l’organo omologo prende invece il nome di ‘confederazione’ degli ordini. La Consulta siciliana è composta dai 9 presidenti degli ordini provinciali e da 9 delegati dagli stessi. Il presidente dura in carica 4 anni, rieleggibile per un solo mandato”.

Qual è la funzione di questo organismo?

“Sono entrata nella Consulta già qualche anno fa, in qualità di delegata del Consiglio del mio ordine di riferimento. Per questo ne conosco molto bene le potenzialità. La Consulta svolge un ruolo importantissimo nella tutela degli ingegneri iscritti all’albo e la sua attività si esplica in modo efficace soprattutto nel rapporto con le istituzioni. Essa dovrebbe essere presente, infatti, ai tavoli tecnici e prendere parte a tutte le iniziative a tutela della categoria: è quindi un’importante interfaccia tra il professionista e l’Istituzione”.

Qual è il ruolo del presidente in questo contesto?

“Interpreto il ruolo di presidente come ruolo di servizio e di collante tra gli ordini siciliani, proprio perché sono convinta che la forza stia nell’unione. La Consulta rappresenta oggi moltissimi ingegneri siciliani che trovano in essa uno spazio di tutela, di proposte, di input positivi. Nella mia recente esperienza ho avuto modo di vagliare le potenzialità di quest’organo in relazione ad una vicenda che riguardava la tutela degli ingegneri più giovani nell’applicazione dell’Avviso 20 che ammetteva gli stessi al tirocinio professionale retribuito solo a condizione che non avessero ancora conseguito l’abilitazione, rallentando di fatto l’immissione nel mercato del lavoro degli stessi. Come Consulta ci siamo attivati, riuscendo ad ottenere la modifica dell’Avviso a vantaggio dei giovani laureati”.

La Consulta è dunque attenta alle ricadute anche sociali delle attività…

“Certamente, c’è una grande sensibilità ai temi sociali e proprio per questo intende mettere a disposizione competenze e professionalità al servizio delle comunità. In questo senso, si procederà ad esempio nella prosecuzione del tipo di attività, già sperimentate, di solidarietà sociale. Tra le più recenti, in particolare, le missioni nei territori della provincia di Catania colpiti dal sisma del 26 dicembre, dove gli ingegneri hanno dato il proprio contributo tecnico circa le verifiche di agibilità delle abitazioni colpite. È stata un’esperienza molto formativa sia dal punto di vista professionale sia umano”.

Quali sono le attività in programma?

“Stiamo studiando tutte le criticità del decreto Sblocca – Cantieri, attraverso i qualificati gruppi di lavoro presenti all’interno della Consulta, suddivisi per competenze e specializzazioni, al fine di portare le nostre osservazioni nelle sedi adeguate dove è importante ascoltare la voce degli ingegneri. Molto altro verrà sviluppato nelle prossime settimane”.

É stato molto enfatizzato il suo essere la prima donna a ricoprire questo ruolo…

“Questo aspetto in sé non mi lusinga particolarmente, in quanto spero e credo che le donne debbano essere apprezzate in quanto brave professioniste e bravi tecnici”.

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