Esplosione nella fabbrica dei fuochi, proseguono le indagini. In gravi condizioni uno dei feriti

Dopo il dramma dell’esplosione nella fabbrica dei fuochi d’artificio a Barcellona Pozzo di Gotto, prosegue il lavoro dei vigili del fuoco per mettere in sicurezza il sito ma si intensificano anche le indagini dei carabinieri, che da oggi verranno coadiuvati dagli investigatori del Ris di Messina e dagli specialisti del nucleo investigativo antincendi. Il sindaco Roberto Materia ha nel frattempo preannunciato che il giorno dei funerali (ancora da stabilire) sarà proclamato il lutto cittadino.

Al momento non ci sono indagati, ma la Procura ha aperto un’inchiesta ipotizzando i reati di incendio colposo, omicidio colposo plurimo e disastro: l’attenzione degli investigatori si concentrerà sull’attività degli operai e la regolarità dei posti di lavoro. A provocare la duplice esplosione, secondo una prima ricostruzione, sarebbero state le scintille scaturite dall’azione di un “flex” (taglia-metallo) finite su del colorante che ha preso fuoco, facendo così da miccia

Il procuratore Emanuele Crescenti ha detto: “Stiamo cercando di fare il punto della situazione che presenta diversi aspetti da chiarire. Nella notte si è trattato soprattutto di lavorare per mettere in sicurezza il sito da parte dei vigili del fuoco e del Genio militare”. Il magistrato ha confermato che gli operai stavano sistemando dei cancelli quando è avvenuta l’esplosione che ha interessato prima un locale e poi altri della fabbrica. Un’esplosione – ha detto – “causata anche da una poca attenzione”. Il pm ha poi confermato che era stato il comitato della Prefettura e della Questura a disporre i lavori di messa in sicurezza nella fabbrica: “Era una delle fabbriche considerate a rischio vista la tipologia di prodotti trattati. É incredibile nel 2020 morire per poter lavorare ed è questa la cosa più triste”.

Restano gravissime intanto le condizioni di Bartolomeo Costa, 37 anni, che con la famiglia gestiva l’azienda. In miglioramento invece le condizioni di Nino Bagnato, ricoverato al centro grandi ustioni di Catania, figlio del titolare della ditta che stava effettuando i lavori di montaggio di alcune porte in ferro. Le 5 vittime della della tragedia sono la moglie del titolare, Venera Mazzeo, 71 anni e 4 operai della ditta Bagnato di Merì – in provincia di Messina: Mohamed Taeher Mannai, 39 anni, Giuseppe Testaverde, 34 anni, Vito Mazzeo, 23 anni e Fortunato Porcino, 36 anni.

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