“Non mi danno notizie di mia zia”: esposto contro l’Oasi di Troina (che smentisce)

Un uomo di 53 anni ha presentato un esposto alla Procura di Enna perché da tempo non riceve notizia della zia, 80 anni, ospite dell’Oasi ‘Maria Santissima’ di Troina.

Nella denuncia, l’uomo scrive che “una bottega di proprietà della zia viene utilizzata come sede di associazione o qualcosa di simile gestita da membri del direttivo dell’Oasi di Troina”. Nell’esposto si ipotizzano i reati di omissione di atti d’ufficio, maltrattamenti, circonvenzione di incapaci e appropriazione indebita.

L’uomo, che afferma di “sconoscere le ragioni, le cause, i motivi o l’esistenza di provvedimenti giudiziari in forza dei quali mia zia risieda in tal luogo”, segnala che la donna gli avrebbe telefonato “lamentando maltrattamenti e manifestando il suo desiderio di andar via”.

LA SMENTITA CATEGORICA DELL’OASI: L’Irccs Oasi di Troina, con una nota, “smentisce tutte le illazioni annunciando di avere dato mandato all’ufficio legale dell’Istituto, affinché possa intraprendere la necessaria azione a tutela della propria immagine e onorabilità. La qualità dell’assistenza e la comunicazione tra paziente e familiari e tra questi ultimi e la struttura sanitaria sono elementi fondanti e distintivi del nostro Istituto. L’Irccs Oasi ha sempre ritenuto strategico e fondamentale il rapporto diretto e trasparente con i propri pazienti, con i rispettivi familiari dal momento che la stragrande maggioranza di loro sono sempre assistiti da un accompagnatore, e con gli aventi diritto alle informazioni sanitarie, nel rispetto della normativa sulla privacy. Leggere notizie del genere ci addolora e mortifica la qualificata attività clinica e assistenziale svolta dall’Istituto”.

I SINDACATI SI SCHIERANO CON L’ISTITUTO: Le segreterie aziendali e le organizzazioni sindacali Irccs dell’Oasi, Cgil Fp, Cisl Fp, Uil Fpl, Aaao assomed, Cisl medici e Aupi, annunciano che il denunciante “risponderà nelle sedi opportune di questo tentativo tanto biasimevole quanto temerario, di screditare la struttura ed i suoi operatori”. “Il particolare momento storico che stiamo vivendo, e le continue emergenze che ci si trova a gestire, per quanto possano aver creato una qualche inevitabile defaillance – prosegue la nota – non possono in alcun modo mettere in discussione l’operato e la storia dell’Istituto e dei suoi operatori. Né scalfire l’immagine di eccellenza sanitaria che la struttura ha acquisito negli anni, proprio grazie alle particolari cure ed attenzioni che sempre vengono garantite a tutti gli ospiti. Vale la pena di ricordare, come i dipendenti dell’Oasi, abbiano messo e continuano a mettere a repentaglio la propria vita e quella dei familiari conviventi, pur di assicurare ai degenti , più deboli, tutte le dedizioni di cui necessitano, con serietà, competenza e spirito di abnegazione”. I sindacati annunciano si “faranno garanti della tutela dei lavoratori” e che “se sarà il caso si costituiranno in giudizio per riaffermare la correttezza dell’operato e la dignità dei lavoratori”. “Naturalmente – aggiungono – nessuno vuol sottrarsi alle giuste indagini che saranno avviate dagli inquirenti, ci sembra doveroso però, rassicurare i familiari dei nostri degenti, poiché ora più di prima, i nostri pazienti ricevono affetto e tutela giacché questo principio da sempre è stato ineludibile per chiunque, a qualsiasi titolo ed in qualsiasi posizione, operi in Istituto”.

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