Estorsione, custodia cautelare per due poliziotti del carcere Pagliarelli: 5 indagati

Due poliziotti penitenziari sono accusati di estorsione e nei loro confronti è stata eseguita un’ordinanza cautelare. Per i due agenti è scattata la misura interdittiva della sospensione dal servizio per un anno e l’obbligo di presentarsi alla polizia giudiziaria.

Ad altre cinque persone, tra cui tre agenti della polizia penitenziaria, sono stati notificati gli avvisi di garanzia. Secondo le indagini alcuni poliziotti penitenziari millantando rapporti privilegiati con funzionari dell’amministrazione penitenziaria avrebbero garantito, dietro compenso di soldi, la possibilità di favorire trasferimenti o garantire il passaggio alle prove per i concorsi.

Le indagini condotte dagli stessi colleghi – secondo l’accusa – hanno portato alla luce un sistema fondato sulla ricerca di favori e scorciatoie da parte di pubblici ufficiali in servizio. A dirigere l’organizzazione, secondo l’accusa, sarebbe stato un assistente capo, destinatario di misura interdittiva per la durata di un anno, il quale avrebbe preteso da 2 a 5 mila euro per soddisfare le richieste di colleghi o aspiranti agenti.

L’indagine sarebbe nata perchè il familiare di una aspirante guardia carceraria voleva restituiti i soldi dati per far vincere il concorso al nipote. La prova non era stata superata e quindi l’intermediazione dell’agente era stata del tutto inutile. Il parente ha minacciato il poliziotto infedele ed è finito anche lui nell’inchiesta e nell’ordinanza cautelare. L’ispettore in cambio di soldi, auto e oggetti preziosi, prometteva senza però essere in grado di mantenere le promesse. “Le sue alte conoscenze al ministero non esistevano. Nessuno rapporto con i funzionari romani chiamati in causa è stato accertato nel corso delle indagini. Erano per lo più fandonie raccontato a disperati in cerca di un’occupazione”, sostengono gli investigatori.

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