Etna, si intensifica l’attività: esplosioni ed emissione di cenere dal cratere Sud-Est

L’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia-Osservatorio etneo di Catania ha osservato una graduale intensificazione dell’attività esplosiva dal cratere di Sud-Est dell’Etna con emissione di cenere, che interessa principalmente la sua ‘bocca’ orientale, a partire dalla mattina di giorno 24 dicembre.

Per gli esperti, l’ampiezza media del tremore dei condotti magmatici interni del vulcanico attivo più alto d’Europa non ha mostrato variazioni significative, ma soltanto deboli oscillazioni, mantenendosi nell’intervallo di dati medi. La posizione del centroide delle sorgenti del tremore vulcanico permane localizzata nell’area del cratere di Sud-Est, principalmente a quota 2.800-2.900 metri al di sopra del livello medio del mare.

L’attività infrasonica risulta essere molto sostenuta, con variazioni periodiche nella frequenza di accadimento degli eventi, che a volte raggiunge valori alti. L’Ingv-Oe ritiene “degno di nota l’incremento dell’ampiezza dei singoli transienti, che dal pomeriggio-sera di ieri (mercoledì 23 dicembre, ndr.) presentano valori molto elevati“.

Le localizzazioni di queste sorgenti ricadono nell’area del cratere di Sud-Est, mentre permane stazionaria una modesta attività localizzata al cratere di Nord-Est. Le reti di monitoraggio delle deformazioni del suolo non mostrano deformazioni significative sui segnali Gps e clinometrici.

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