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Europarlamentari tutti siciliani, la Sardegna protesta e propone collegi separati

La Sicilia per le prossime elezioni europee potrebbe diventare un collegio unico, separato dal collegio sardo. È quanto auspicato nella proposta di legge “Modifiche alla legge 24 gennaio 1979, n. 18, concernenti l’istituzione delle circoscrizioni Sicilia e Sardegna per l’elezione dei membri del Parlamento europeo spettanti all’Italia”,  presentata il 28 maggio scorso dai deputati di Fratelli d’Italia Salvatore Deidda e Federico Mollicone.

L’infelice accorpamento delle Isole in un unico collegio era già stato oggetto – qualche anno fa – delle attenzioni del Parlamento ma la proposta di legge fu bocciata. Il rinnovo della proposta arriva all’indomani delle elezioni europee, i cui risultati hanno visto fuori dal parlamento Europeo tutti i candidati sardi. Un risultato riconducibile soprattutto alla differenza assoluta di popolazione tra le due isole: 5,5 milioni di abitanti della Sicilia contro solo 1,6 milioni della Sardegna.

La mancanza di continuità territoriale, inoltre, rende poco agevole e certamente più costoso per ciascun candidato lo svolgimento della campagna elettorale in entrambe le regioni, realtà fisiologicamente caratterizzate, peraltro, da un substrato culturale localista che tende a preferire il prossimo al vicino.

“La Sardegna ha bisogno di un collegio unico per le Europee” spiega il deputato Deidda sulla sua pagina Facebook. “Come promesso ho presentato la proposta di legge per rendere la Sardegna un collegio unico per le prossime elezione europee. Una promessa è un impegno. Non solo disparità di popolazione ma non c’è nessuna continuità territoriale ed è impossibile portare avanti una campagna elettorale decente. Ho avuto modo di apprezzare e amo sinceramente la Sicilia ma sono due terre troppo distanti”.

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