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Ex Province, la settimana prossima alla Camera l’esame della proposta di Forza Italia

Comincerà quasi certamente la settimana prossima le audizioni in commissione Bilancio alla Camera sulla proposta di legge a prima firma di Antonino Germanà (FI) contenente “Disposizioni per il recupero di mancati trasferimenti erariali agli enti locali della Regione siciliana”. Durante i lavori della V commissione a Montecitorio, il Governo, per bocca della viceministra all’Economia Laura Castelli, si è riservato di esprimere il parere sulla proposta al termine delle stesse audizioni, che erano state richieste dal gruppo di Forza Italia.

La proposta di legge (relatore è il deputato della Lega Giuseppe Bellachioma), in un solo articolo, dispone la sospensione, per gli anni 2018, 2019 e 2020, degli effetti dell’articolo 1, comma 418, della legge legge di Stabilità 2015 per quanto concerne la Regione siciliana e gli enti locali ad essa appartenenti. I commi da 418 a 420 dell’articolo 1 della finanziaria 2015 definiscono l’importo e le modalità del concorso delle Province e delle Città metropolitane al contenimento della spesa pubblica a partire dal 2014.

Il comma 418, in particolare, ha stabilito una riduzione della spesa corrente di tali enti locali per un miliardo di euro per il 2015, di due miliardi per il 2016 e di tre miliardi decorrere dal 2017: “Il 90 per cento delle riduzioni di spesa richieste sono a carico degli enti appartenenti alle Regioni a statuto ordinario (900 milioni) e il restante 10 per cento a carico degli enti della regione Siciliana e della regione Sardegna (100 milioni)”, aveva spiegato il presidente della commissione Finanze, Claudio Borghi, durante la seduta del 21 febbraio. “In particolare – aveva aggiunto Borghi – per le ex Province della Regione siciliana la riduzione della spesa corrente annua richiesta per gli anni dal 2017 in poi è stabilita in 197,5 milioni di euro, di cui 17,6 milioni per la provincia di Agrigento, 12,2 milioni per la provincia di Caltanissetta, 40,1 milioni per la provincia di Catania, 10 milioni per la provincia di Enna, 25,6 milioni per la provincia di Messina, 43,7 milioni per la provincia di Palermo, 13,7 milioni per la provincia di Ragusa, 17,6 milioni per la provincia di Siracusa e 16,6 milioni per la provincia di Trapani”.

La proposta di legge prevede poi che, con decreto del ministro dell’Economia, vengano rimborsate delle somme già incassate dallo Stato dalle ex province siciliane, successivamente trasformate in liberi consorzi di Comuni e Città metropolitane (i sei liberi consorzi comunali di Agrigento, Caltanissetta, Enna, Ragusa, Siracusa e Trapani e le tre Città metropolitane di Palermo, Catania e Messina). Le somme recuperate andrebbero redistribuite, in proporzione ai prelievi effettuati, alle stesse ex Province regionali e agli enti riformati.

Va ricordato l’accordo sui rapporti finanziari tra Stato e Regione siciliana, sottoscritto il 19 dicembre scorso, il quale prevede la riduzione del contributo annuale alla finanza pubblica richiesto alla Regione Siciliana (da 1.304 milioni di euro dell’anno 2018 a 1.001 milioni dall’anno 2019), l’attribuzione di somme da destinare ai liberi consorzi e Città metropolitane per le spese di manutenzione straordinaria di strade e scuole (540 milioni complessivi nel periodo 2019-2025), l’abrogazione dell’obbligo per la Regione siciliana di ridurre annualmente la spesa corrente del 3% e il conseguente trattenimento da parte del Mef del corrispettivo dello sforamento. Con l’accordo il Governo ha anche assunto l’impegno di trovare, entro settembre 2019, soluzioni per il sostegno ai liberi consorzi e alle Città metropolitane della Sicilia, con lo scopo di garantire parità di trattamento rispetto alle Province e alle Città metropolitane del resto d’Italia, prevedendo anche misure di coesione e di perequazione infrastrutturale.

Il sottosegretario all’Economia Alessio Villarosa la scorsa settimana aveva parlato di una ipotesi di lavoro per consentire alle ex Province, “attraverso unintesa a breve con la Regione, in sede di Conferenza unificata”,  di fare affidamento su risorse che verrebbero sbloccate per far fronte alle prime necessità di carattere finanziario”. La viceministra dell’Economia Laura Castelli ha poi comunicato che “il ministero dell’Economia ha finalizzato una proposta di accordo con la Regione siciliana in base alla quale lo Stato intende mettere a disposizione 300 milioni; la Regione, dal canto suo, si impegna ad aumentare di un importo equivalente, nel triennio, le risorse da destinare alle Province e alle Città metropolitane per aiutarle a uscire da situazioni di dissesto e si impegna a perfezionare il riordino delle medesime Province, che ancora non è avvenuto”.

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