Fallimento Mercatone Uno: coinvolti 162 lavoratori in Sicilia, appello dei sindacati

Situazione critica per i lavoratori della Mercatone Uno, dopo che la Shernon Holding, la società che gestiva da circa un anno i punti vendita, è stata dichiarata fallita. A dare la notizia è stata la Filcams-Cgil, che insieme a Fisascat Cisl e Uuiltucs si è attivata presso il Ministero dello Sviluppo economico “per avere un incontro in tempi brevi con l’Amministrazione straordinaria di Mercatone e con il curatore fallimentare di Shernon”.

I dipendenti coinvolti nella vicenda (da stamani impegnati in sit-in di protesta davanti ai punti vendita) sono oltre 1800 in Italia, 162 dei quali in Sicilia: 87 a Catania, 27 a Palermo e 48 a Carini. I lavoratori erano stati informati solo nella notte con una nota via Facebook: “Non c’è stata nessuna comunicazione ufficiale da parte dell’azienda”, ha spiegato Luca Chierici, segretario della Filcams di Reggio Emilia.

La situazione coinvolge oltre 500 aziende fornitrici che vantano crediti non riscossi per circa 250 milioni di euro. Persino i clienti erano in coda questa mattina davanti ai negozi per ritirare merci per le quali erano già stati pagati degli acconti.

Il tavolo tecnico era stato convocato presso il Ministero per il 30 maggio, ma adesso le sigle sindacali chiedono di accelerare i tempi: “È urgente ed indispensabile l’intervento del Mise per salvaguardare i lavoratori e preservare il futuro delle loro famiglie.Dopo anni di incertezza Shernon aveva rappresentato il lumino nel quale tutti avevano riposto le loro speranze e la propria capacità di progettare un futuro. Il fallimento sembra aver reso nulli i sacrifici e gettato le maestranze in uno stato di profonda angoscia”.

Pertanto i sindacati auspicano “un intervento tempestivo e garante”. La decisione assunta il 23 maggio dal Tribunale di Milano – si legge nella nota – “dimostra che le preoccupazioni delle tre sigle sindacali erano del tutto fondate e che, la situazione è molto più grave di quanto l’ad di Shernon abbia raccontato al Mise il 18 di aprile e ai lavoratori nei vari comunicati ad essi diretti”.

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