Favara, che succede? Altre due intimidazioni denunciate alle forze dell’ordine

La scritta “Voglio i soldi” è comparsa sul portone dell’ex caserma dei carabinieri di Favara, oggi sede dell’ufficio Tributi del Municipio. Il sindaco Anna Alba ha formalizzato la dununcia ai carabinieri ma la domanda che circola a Favara è la stessa: che succede?

Ieri era stato appiccato il fuoco davanti al portone del Comune con una bottiglietta incendiaria. E si registra un’altra denuncia, quella di un dirigente dell’associazione “LiberoFuturo” al quale hanno lasciato una croce e un paio di cartucce sul parabrezza dell’auto. Anche in questo caso è stata presentata denuncia.

Sono già in corso le indagini e la supposizione è quella che possa esserci un collegamento con la protesta degli operatori ecologici che alcuni giorni fa hanno proclamato un’astensione dal lavoro di 15 giorni dal servizio di raccolta dei rifiuti poiché non pagati.

Sull’episodio riguardante l’imprenditore di LiberoFuturo indaga la squadra mobile di Agrigento. “La nostra associazione che, non a caso, si chiama LiberoFuturo – fa sapere il presidente Gerlando Gibilaro – respinge al mittente il messaggio di morte e tutta unita si stringe intorno al collega con l’impegno di intensificare la propria azione di denuncia contro i mafiosi ed i malfattori dei quali ancora non riusciamo a liberarci. Il nostro collega negli anni scorsi ha collaborato con le forze dell’ordine e, assistito da LiberoFuturo, si è costituito parte civile in un processo (denominato ‘Nuova Cupola’) che lo ha riconosciuto come vittima ed ha condannato i mafiosi. Ci auguriamo che molti altri seguano il suo esempio e si uniscano a noi in questa lotta per la legalità e la libertà di impresa”.

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