Favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, quattro arresti ad Agrigento

I Carabinieri del Comando provinciale di Agrigento hanno arrestato quattro persone che devono rispondere di associazione a delinquere e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. In carcere sono finiti il ragioniere agrigentino Nicolò Vancheri, detto Massimo, di 51 anni, i cittadini senegalesi, stabilmente residenti ad Agrigento, Thierno Moutaga Fall, di 43 anni, e Papa Ndyae, detto Papi, di 66 anni; e agli arresti domiciliari con obbligo di braccialetto elettronico l’imprenditore Salvatore Randisi, di 34 anni, anche lui agrigentino. Il provvedimento cautelare è stato emesso dal gip del Tribunale di Palermo, su richiesta della locale Procura.

Secondo l’accusa gli indagati si sarebbero associati tra loro allo scopo di favorire la permanenza illegale sul territorio nazionale di cittadini extracomunitari richiedenti il permesso di soggiorno, fornendo a questi ultimi documenti contabili e fiscali (quali bilanci d’esercizio, dichiarazioni fiscali, scontrini e fatture per acquisto merce) falsi e attestanti elementi e dati non veritieri, ovvero mediante la predisposizione di contratti di locazione o dichiarazioni di ospitalità non rispondenti alla reale situazione alloggiativa dello straniero richiedente. Il tutto per dimostrare artatamente presso gli uffici preposti delle Autorità di Pubblica Sicurezza il possesso dei requisiti richiesti dalla legge sugli stranieri per il conseguimento del permesso di soggiorno, quale lavoratore autonomo (commerciante). Il ragioniere Vancheri, titolare di uno studio professionale di consulenza contabile e fiscale e responsabile di alcuni noti patronati di Agrigento, sarebbe stato il capo e promotore dell’ipotizzata associazione a delinquere.

Durante le indagini sono state esaminate e ritenute sospette trentasei istanze di permesso di soggiorno corredate dalla documentazione contabile asseverata da Vancheri; per sette delle quali il gip ha valutato sussistente un grave quadro indiziario.
Nel corso dell’operazione, denominata “Illegal stay”, sono state eseguite diverse perquisizioni locali presso abitazioni e studi di consulenza ed acquisita documentazione ritenuta utile al prosieguo delle indagini. Sono stati, inoltre, notificati avvisi di garanzia nei confronti di ulteriori quattro persone indagate per gli stessi reati.

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