femminicidio

L’allarme del Telefono Rosa. “Già 17 femminicidi nel 2019, servono risorse adeguate”

“A Nuoro e a Enna registriamo altri due femminicidi. E si arriva a 17 dall’inizio dell’anno. C’è tanta amarezza nel constatare che si fanno convegni sulla
violenza di genere, congressi in difesa della famiglia assicurando un futuro favoloso ma intanto le donne continuano a morire con dinamiche purtroppo simili: uomini che non accettano la fine di una storia e con violenza le aggrediscono e arrivano addirittura ad ucciderle”.

Lo ha affermato la presidente del Telefono Rosa Nazionale Maria Gabriella Carnieri Moscatelli.

“E cosa si sta facendo? – si chiede la presidente – Assistiamo a riduzioni di pene agli assassini e assurde richieste di restituzione delle indennità riconosciute agli orfani di femminicidio? Intanto in Parlamento sta passando il cosiddetto Codice Rosso che, invece di essere di aiuto, in sostanza mette a rischio altissimo la vittima. E ancora, in caso di stupro si propongo soluzioni assurde e pericolose con un linguaggio del tutto inadeguato. È vergognoso!”.

“Chiediamo al governo di fermarsi perché – aggiunge – non abbiamo bisogno di leggi così lontane dalla realtà sociale, di interventi astratti, inutili e persino dannosi. Chiediamo di riflettere seriamente e di ascoltare chi ogni giorno si trova in prima linea, a contatto con i drammi delle donne, dei giovani e delle persone anziane. Non servono proclami e annunci, o ancora peggio proposte di legge o disegni di legge devastanti e anacronistici. E intanto, nell’indifferenza assoluta, un’altra donna viene uccisa. Servono risorse adeguate – conclude la presidente – per contrastare la violenza, ma anche una politica che sia in grado di affrontare con rigore la necessità di offrire protezione alle vittime e di sensibilizzare le nuove generazioni con campagne di prevenzione per una vera cultura del rispetto”.

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