miccichè e il laboratorio sicilia sì alla casa dei moderati e senza salvini

FI, Miccichè e la scelta inevitabile: “Ho dato ascolto alla maggioranza del partito”

Torna lentamente alla normalità la “temperatura” all’interno di Forza Italia in Sicilia dopo le polemiche seguite alla composizione della lista per le elezioni Europee sfociate nelle dimissioni dal partito di Pogliese, Catanoso e qualche sindaco di riferimento.

È lo stesso Gianfranco Miccichè, chiamato a una decisione difficile, a cercare di rasserenare l’ambiente azzurro. Ai suoi più stretti collaboratori ha spiegato le ragioni che lo hanno portato a una decisione ritenuta logica, inevitabile, utile ma anche dolorosa. Quell’appello a favore del capogruppo dell’Ars Giuseppe Milazzo, firmato quasi all’unanimità prima dal gruppo parlamentare nazionale e poi dalla folta pattuglia regionale era un invito che non poteva non essere raccolto.

Miccichè, insomma, sapeva bene che la sua decisione avrebbe potuto portare a uno strappo ma è andato avanti con quella che riteneva essere la soluzione più utile al partito. Ricevendo da un lato le critiche (e le dimissioni) degli oltranzisti ma incassando anche la solidarietà di ampie fette di partito. La verità, probabilmente, è che Salvo Pogliese e Basilio Catanoso – che già da tempo avevano manifestato pubblicamente una certa insofferenza nei confronti di Miccichè – cercassero il “pretesto” per una rottura dei rapporti. Non poteva esserci miglior “incidente di percorso” che sostenere la ricandidatura di Giovanni La Via, eurodeputato uscente, che poco più di un anno fa era stato candidato alla vicepresidenza della Regione con il centrosinistra (aveva aderito a Ncd di Alfano) intuendo che su questo nome si sarebbe consumata la definitiva frattura.

E in una intervista rilasciata all’agenzia di stampa AdnKronos, Miccichè ha voluto mandare un messaggio di serenità, smentendo categoricamente che sia in corso una scissione e dicendosi comunque dispiaciuto dell’addio di Pogliese e Catanoso. “La candidatura di Giuseppe Milazzo era inevitabile – dice Miccichè all’agenzia -. La chiedevano tutti i deputati. Punto. Non potevo chiedere ai miei deputati di votare per un candidato che fino allo scorso anno si era candidato alle Regionali con il centrosinistra contro di noi. I malumori ci sono forse per altro… Mi è sembrata una polemica costruita tra il candidato voluto da tutti e chi si era candidato contro Forza Italia alle regionali. Questa non è la vittoria di Miccichè, è un errore solo pensarlo. Ma non si poteva togliere Milazzo, tredici deputati all’Ars non potevano votare per un altro. Ho provato a non fare andare via Pogliese e Catanoso, mi spiace che abbiano deciso di andare via”.

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