Firmato il rinnovo del contratto dei dirigenti regionali per il triennio 2016-2018

E’ stato firmato all’Aran il rinnovo del contratto dei dirigenti regionali per il triennio 2016-2018: previsti aumenti in media di 209,92 euro per una platea di oltre 1.600 lavoratori. L’accordo prevede una spesa per il triennio di 8,8 milioni di euro con un incremento mensile di 180,5 euro per le fasce F2 e F3 e di 221,43 euro per F1.

Tra le principali novità figurano: un aumento delle retribuzioni in linea con quelle statali, il finanziamento automatico del fondo per la dirigenza e l’introduzione del codice per la responsabilità disciplinare dei dirigenti. Importante elemento di innovazione di questo contratto è rappresentato dal fatto che una somma di 28,95 euro andrà automaticamente ad implementare il fondo per la dirigenza, con la precisa destinazione all’indennità di risultato. Un’altra delle novità più significative dell’intero negoziato riguarda l’introduzione nel nuovo contratto del codice per la responsabilità disciplinare dei dirigenti, che riguarda tutta la materia delle infrazioni e delle sanzioni disciplinari.

Il segretario generale della Cgil Alfio Mannino, della Fp Cgil Gaetano Agliozzo, e il coordinatore regionale Franco Campagna, lo ritengono “un risultato inseguito da tempo, una importante conquista che permetterà a questa fetta di dipendenti di potere godere anche di legittimi diritti di natura giuridica. Ma la nostra azione sindacale andrà avanti per avviare, con l’arrivo del nuovo, la necessaria riforma della pubblica amministrazione regionale”.

Paolo Montera, segretario generale della Cisl Fp Sicilia, e Fabrizio Lercara e Paolo Luparello, segretari regionali del sindacato, sottolineano che il testo “ci allinea sul piano giuridico al resto della dirigenza della Pubblica Amministrazione e reintroduce norme di salvaguardia che consentono ai dirigenti di guardare al futuro in un’ottica di lungo periodo. Adesso, il nostro prossimo obiettivo per il 2020 è la riforma della pubblica amministrazione regionale. La nostra idea è quella di partire dall’abolizione del ruolo unico per i dirigenti e della conseguente divisione in tre fasce (che tra l’altro doveva essere soltanto provvisoria), per arrivare poi a razionalizzare le competenze e riorganizzare gli assessorati e i dipartimenti regionali omologandoli ai Ministeri”.

Claudio Barone e Gianni Borrelli della Uil Sicilia e Enzo Tango e Alessandra Di Liberto della Uil Fpl sottolineano “che sono stati siglati incrementi salariali in linea con le contrattazioni nazionali e che nessun nuovo istituto dà il via ad altre forme di nuova ‘ricchezza’. Sono, invece, stati attivati i meccanismi legati alla gestione della macchina amministrativa che, di sicuro, sono interamente dedicati ad un miglioramento dei servizi al cittadino”.

Il Siad Cisal invece lo definisce un contratto mediocre. “Alcune questioni rimangono irrisolte – dicono Giuseppe Badagliacca e Angelo Lo Curto –  come l’esclusione dei coniugi da ferie e riposi solidali, il mancato riconoscimento della parte variabile per gli interim e il rifiuto di delegare competenze ai dipendenti per coprire le scoperture, ma abbiamo firmato per recuperare un enorme ritardo dell’amministrazione. Adesso però si parta subito con il confronto per il contratto 2019-2021”. La Cisal rilancia alcuni temi non inseriti in questo contratto come l’abolizione della terza fascia e l’equiparazione ai dirigenti statali.

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