Forza Italia, Sandro Mangano nuovo responsabile regionale del Dipartimento Libertà Civile

Sandro Mangano, 42 anni catanese, cattolico, insegnante specializzato di sostegno della scuola primaria, è stato chiamato a ricoprire il ruolo di responsabile regionale del Dipartimento Libertà Civile di Forza Italia. Una nomina voluta fortemente dal coordinatore regionale azzurro, nonché Presidente dell’Ars, Gianfranco Miccichè.

Mangano già presidente nazionale di GayLib Italia (noto il suo sostegno alla proposta di Legge sulle unioni omoaffettive presso la Camera dei Deputati) e Arcigay Catania (primo firmatario dell’Osservatorio contro le discriminazioni, insieme all’allora Presidente della Provincia di Catania, Castiglione), da sempre impegnato a difesa dei diritti civili (e non soltanto ai temi legati all’omosessualità), è stato recentemente impegnato all’interno del movimento Diventerà Bellissima (in particolare si ricorda la sua vivace partecipazione al Congresso Internazionale delle famiglie di Verona).

“Sono gratificato di tale incarico – afferma Mangano – non tanto per me, ma per l’attenzione che si pone a tematiche così importanti e molte volte dimenticate o sfruttate solo ad appannaggio di una politica di facciata o perbenista. Il mio impegno sarà dedicato anche a difesa dei diritti civili di qualsiasi natura e dei bisogni degli ultimi. Sono tante le idee da proporre che si possono portare a un tavolo e trasformare anche in leggi. Norme, che una volta approvate dal parlamento siciliano, sarebbero al passo con i tempi in una nuova dimensione sociale e civile. Ho sempre agito nel rispetto di tutti e della libertà di pensiero e ritengo che un diritto civile non può avere alcun colore politico ma un obiettivo al servizio del bene comune”.

Con Mangano collaborerà al Dipartimento Libertà Civile Pietro Di Piazza, che opererà nella provincia di Palermo e nel capoluogo. Il neo componente si è detto felice di poter collaborare “a questo Dipartimento che affronterà dei temi considerati ancora oggi in molti ambiti dei veri tabù. Dobbiamo far comprendere che uno dei cardini della libertà è essere se stessi e questo è un diritto che nessuno deve violare in alcun modo”.

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