Foto di FRANCO LANNINO / STUDIO CAMERA.

Foss, esposto alla Corte dei Conti: l’ex commissario segnala numerose anomalie

In un esposto, inviato sei giorni fa alla Procura della Corte dei Conti dall’ex commissario ad acta della Foss, Giovanni Riggio, vengono mossi numerosi rilievi sull’attività della Fondazione: si legge ad esempio che un lavoratore del bacino ex Pip, che “avrebbe dovuto essere impiegato al di fuori degli uffici amministrativi”, “risulta invece essere incaricato in ruoli e responsabilità da impiegato”, con “un ruolo di particolare rilievo”. Il documento era già stato consegnato lo scorso marzo all’attuale Cda della Fondazione orchestra sinfonica siciliana e agli uffici dell’assessorato al Turismo.

Nella relazione, in mano ai magistrati contabili, c’è scritto che “l’ex Pip assegnato alla Foss, con ordini di servizio del 2016, assistesse il sovrintendente (il riferimento è all’ex Giorgio Pace) assicurando supporto altresì agli apparati informatici e tecnici e dal 2017 all’ufficio di produzione e alla direzione artistica che la Foss ha esternalizzato nel 2018 a favore dell’associazione Vanguard”. L’ex commissario segnala di avere fatto approfondimenti per capire se l’ex Pip avesse un ruolo nell’associazione e di avere trovato resistenze da parte dell’ufficio amministrativo della Fondazione.

10,69 milioni di euro di entrate ma solo 630mila euro di incassi – Sempre nell’esposto si legge che su 10,69 milioni di euro di entrate, registrate nel 2018, gli incassi per sbigliettamento e visite guidate ammontano ad appena 630 mila euro.

Dai dati si evince che la Fondazione orchestra sinfonica siciliana si regge in pieni solo grazie ai contributi pubblici: la maggior parte li versa la Regione, 8,1 milioni di euro. Dal Mibac, l’anno scorso, sono stati assegnati 1,2 milioni, 648.308 dal Furs, 41.499 dal Vvff. Gli incassi al botteghino sono stati pari a 518.364,63 euro, mentre 112.123 euro dalle visite guidate, di quest’ultimi il 50% è andato alla società affidataria del servizio. “Emerge chiaramente – si legge nell’esposto – che il 94% delle entrate sono contributi pubblici e circa il 6% entrate proprie”.

Quasi la metà delle risorse viene utilizzata per pagare il personale: 4,9 milioni di euro. In totale i dipendenti della Foss sono 112, di cui 26 amministrativi, 9 tecnici e 77 orchestrali: per contratto il personale percepisce 14 mensilità più il premio di produzione; inoltre alla Foss sono impiegane 39 persone appartenenti al bacino degli ex Pip.

Anomalie su ex sovrintendente Pace – Non solo avrebbe percepito un compenso di 120 mila euro, superiore al tetto stabilito di 100 mila euro, ma all’ex sovrintendente della Foss, Giorgio Pace, la Fondazione avrebbe fatto firmare un contratto di lavoro da dipendente, a tempo determinato (dall’1 aprile del 2016 al 31 marzo del 2019), “oltre la scadenza del mandato del Cda che lo ha nominato, in apparente difetto delle previsioni dello Statuto”, applicando “le norme dei dirigenti d’industria”.

Sull’esposto si legge che “questa circostanza solleva non pochi dubbi sulla correttezza della scelta adottata, stante che essendo il sovrintendente organo di governo della Foss il conferimento dell’incarico avrebbe dovuto avvenire in modalità diverse (collaborazione, contratto d’opera) e sottoposto ai limiti economici imposti dalla normativa che regola il trattamento economico degli organi di governo di istituzioni/enti/organismi con le soglie imposte dal combinato disposto delle normative nazionale e regionale”.

“Ma ammesso che fosse possibile stipulare un contratto di lavoro dipendente – si legge nell’esposto – non si comprende perché applicare quello dei dirigenti d’industria e non quello delle fondazioni lirico sinfoniche; inoltre in precedenza gli ex sovrintendenti sono stati incaricati con contratti di collaborazione, contratto d’opera”.

Inoltre, l’ex sovrintendente, che era andato in pensione durante l’incarico, non lo avrebbe comunicato alla Foss per cui avrebbe percepito indebitamente, da quel momento, le retribuzioni perché in base alla legge Madia avrebbe dovuto svolgere la mansione a titolo gratuito, come sta avvenendo alla Fondazione San Carlo di Napoli, dove Pace ha avuto un incarico. Nel Cda che aveva nominato Giorgio Pace sedevano due dei consiglieri di amministrazione che sono in carica anche nell’attuale Consiglio: Sonia Giacalone e Giulio Pirrotta.

Categorie
attualità
Facebook

CORRELATI