Giorgio Pace (Foto da IlMattinodiSicilia.it).

Foss, l’ex sovrintendente Pace: “Su di me solo falsità. Pronto a un confronto pubblico”

“Cominciamo col chiarire una questione: ho raggiunto l’età pensionabile, ma tutt’ora non percepisco alcuna pensione. Quando mi accusano di sommare la mia retribuzione all’assegno di quiescenza, dicono il falso. In ogni caso, il mio contratto non l’ho redatto io, ma il presidente del Cda che mi ha nominato nel 2016”.

Così Giorgio Pace, sovrintendente della Fondazione orchestra sinfonica siciliana dall’1 aprile 2016 al 24 dicembre 2018, commentando l’esposto presentato alla Corte dei conti dall’ex commissario ad acta della Foss Giovanni Riggio.

Sull’impiego di un lavoratore ex Pip nell’attività amministrativa della Fondazione Pace, spiega che si trattava di “una persona particolarmente abile a lavorare al computer, che riportava in formato digitale dati e tabelle. Un semplice esecutore che non ha mai preso alcuna decisione di merito e che ho valorizzato per le sue competenze informatiche”.

Nell’esposto si parla di “affidamenti sotto soglia” per i  quali non sono previste gare. “Quale sarebbe il reato? Ho realizzato una biglietteria per far pagare l’ingresso ai visitatori del teatro Politeama, riuscendo a portare nelle casse della Fondazione 120 mila euro. Avrei dovuto rinunciare a questa attività proficua per la Foss?”.

Pace – attualmente direttore amministrativo del San Carlo di Napoli, rivendica il risanamento portato avanti: “Mi accusano di aver contratto un mutuo di 7 milioni, a tasso zero, con la Regione siciliana (stessa operazione che ho fatto allo Stabile di Catania), che si estinguerà nel 2032. Quando sono arrivato alla Foss ho trovato 12 milioni di debiti e per due anni ho lavorato sui conti. Ho rottamato cartelle esattoriali per circa 5 milioni, riducendo così l’ammontare del debito; ho pagato i dipendenti che non ricevevano stipendi; ho rilanciato l’attività, come si evince dalle iniziative fatte. Ho messo mano alla montagna di carta accumulata senza criterio e che produceva caos su caos. Si pensi che nel 2013 il collegio dei sindaci rifiutò di sottoscrivere il bilancio, che era falso, come ho già detto in altre occasioni”.

“Per il mio lavoro avrei meritato un grazie – conclude – Invece sono prima stato mandato via e ora insultato. Ma non starò a guardare”. La Foss – trasformata il fondazione nel 2001 – ha cominciato la sua attività nel ’58 come Oss. Attualmente ha 113 dipendenti (erano 141 nel 2016) e le spese per personale sono di circa 7,2 milioni. Prima dell’arrivo di Pace, ricorda l’ex sovrintendente, per l’attività artistica erano assegnati 350 mila euro, portati a 1,2 milioni in meno di tre anni.

“Sono pronto – ha concluso Pace – per un confronto pubblico con gli attuali gestori della Fondazione orchestra sinfonica siciliana ove costoro dovessero ritenere essere questo il miglior modo per perseguire gli interessi dell’ente stesso”.

ARICÒ PRESENTA INTERROGAZIONE ALL’ARS –  Un’interrogazione parlamentare al governo per fare chiarezza sulla gestione della Fondazione orchestra sinfonica siciliana (Foss) almeno durante l’ultimo anno è stata presentata all’Ars dal capogruppo di DiventeràBellissima, Alessandro Aricò.

All’assessore al Turismo vengono chiesti lumi sulla gestione del precedente Cda della Foss, sulla nomina dell’ex sovrintendente Giorgio Pace, sulla sua conferma anche dopo lo scioglimento del Consiglio, sulla situazione finanziaria dell’ente.

“La Foss è un patrimonio culturale importante – dice Aricò – Sicuramente va salvaguardato e rilanciato facendo luce su aspetti poco chiari avvenuti nell’ultimo periodo. Credo che anche in questo Cda ci sia un consigliere con un conflitto di interessi”.

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