Franco Miceli “accetta la sfida”: sarà il candidato a sindaco di Palermo del centrosinistra

Accetto la sfida“. Franco Miceli scioglie le riserve. Sarà lui il candidato a sindaco di Palermo, colui che unirà Partito democratico, Movimento 5 Stelle, Sinistra Civica Ecologista e movimenti civici che sostengono la cosiddetta “linea progressista”.

Si attendeva solo una chiamata. Ieri l’incontro tra il capo del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, i parlamentari e i consiglieri comunali ha prodotto gli effetti desiderati.

La telefonata di Conte a Miceli è arrivata e si è tradotta in un “via libera”. Un vertice durato circa 30 minuti in cui è stata presa la decisione: il presidente del consiglio nazionale degli architetti sarà il candidato per il centrosinistra.

Le parole di Miceli

Accetto la sfida.

L’accetto perché ciascuno di noi è chiamato a fare qualcosa che sia utile e che sia buono per Palermo. La mia sfida è quella di stringere un patto, con grande realismo e senza infingimenti, attorno alle cure di cui la città ha assoluto bisogno.

Ciò impone un impegno oltremodo straordinario nella consapevolezza che non vi sono ricette preconfezionate. E chi afferma di avere in tasca tutte le soluzioni sa di mentire e agisce secondo vecchi calcoli e accordi di potere, mettendo in scena uno di quei tanti spettacoli poco edificanti a cui assistiamo ormai da giorni. Palermo non può e non deve essere ostaggio di vecchie e logore formule politiche, lontane da visioni future e che avrebbero come risultato soltanto una progressiva regressione della città.

Palermo ha bisogno d’altro, Palermo ha bisogno di guardare al suo futuro! Ha bisogno di aprire una nuova fase nella sua vita. Ha bisogno della visione certo, ma soprattutto di programmi concreti. Di competenze che diventino energie messe a sistema per eliminare quei meccanismi, logori anch’essi, che trovano terreno fertile nelle inefficienze e nell’improduttività.

Palermo ha bisogno di crescere per essere una delle città capitali del Sud Europa, cerniera e snodo tra i continenti, in prima linea nella battaglia per la costruzione di un’area mediterranea produttiva, inclusiva e densa di valori culturali.

In tal senso lo schieramento progressista e una parte considerevole della società civile, che ritengo essere un punto essenziale di riferimento, ha dimostrato di avere compreso che c’è bisogno di cambiare passo. Proprio la società civile ha costruito negli anni recenti una importante azione per sviluppare una coscienza collettiva sul senso di abitare la città e indicato nuove modalità, nuove visioni ed un approccio critico per affrontare le tante difficoltà che ogni grande città registra e che incidono negativamente sui diritti di cittadinanza. Questo è il senso dell’offerta di candidatura che mi è stata rivolta. Un’offerta sulla quale ho molto riflettuto e lavorato, consapevole delle difficoltà che comporta governare una grande città. Ho ritenuto che la condizione primaria per accettare la candidatura fosse quella di dare vita ad un largo schieramento unitario propositivo e in grado di battersi per far vivere una nuova Palermo.

Le riserve pubblicamente espresse sono state superate. Si sono create le condizioni politiche per mettere in campo un ampio e unitario schieramento progressista che mi affida il compito di definire un programma per guidare la coalizione nel rispetto delle opinioni di ciascuno ma mantenendo una piena autonomia. Tanti sono i problemi che bisognerà affrontare, a cominciare dal funzionamento e dall’efficienza dei servizi individuali e collettivi: un elemento indispensabile per la qualità della vita delle cittadine e dei cittadini. Senza sciogliere questo primo e fondamentale nodo non è ipotizzabile far diventare Palermo una città competitiva né in Europa, né nel Mediterraneo. Pur avendo tra le sue risorse un’intrinseca bellezza e un notevole capitale in termini di ricchezze storiche e ambientali, Palermo non può rassegnarsi al declino di quanto c’è tutto intorno a questo patrimonio: la vivibilità quotidiana. L’obiettivo prioritario è allora risanare la crisi finanziaria del Comune e potere contare su risorse certe da impiegare per un grande progetto di rilancio con al centro la qualità dell’ambiente e una nuova capacità di sviluppo che coniughi lavoro, crescita economica e culturale. E ancora, un vasto progetto di rigenerazione urbana sostenibile a cui dedicherò le competenze che in qualità di architetto ho acquisito in una intensa vita professionale.

Il risanamento finanziario del Comune è un tema prioritario di cui il Governo centrale dovrà farsi carico. I leader nazionali dei partiti della coalizione hanno compreso che occorre uno sforzo straordinario per dare alla città di Palermo un futuro e, in questo senso, hanno confermato il loro pieno sostegno a un’azione incisiva per un programma di rinascita. Un programma partecipato che interpreti i bisogni e le aspirazioni della città.

Queste sono soltanto le premesse del Patto per Palermo, un Patto tra i soggetti che compongono lo schieramento politico, ma anche un Patto con le cittadine e i cittadini: nessuna promessa elettorale ma obiettivi, azioni coerenti e concretezza nell’interesse collettivo.

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