Furbetti del vaccino, Polizzi insorge: “La gente madonita è meglio della classe dirigente”

A Polizzi Generosa, uno dei centri più rappresentativi delle Madonie, non si parla d’altro. La vicenda dei “furbetti del vaccino”, amplificata dalla trasmissione di La7 “Non è l’Arena” è oggetto di commenti e discussioni animate.

La storia nasce dal fatto che il sindaco di Polizzi, Gandolfo Librizzi e la sua vice Angela Madonia sono stati sottoposti a vaccinazione nelle scorse settimane, in pratica “scavalcando” il turno. Ieri una nuova puntata, con tanto di collegamento in diretta con il centro madonita dove il sindaco ha offerto la sua versione, specificando che è stato “invitato” dalla direzione sanitaria del distretto perché “c’era una dose in più del vaccino che altrimenti sarebbe stata buttata” e di essersi poi “amaramente pentito” di avere accettato.

Una vicenda controversa che però ha finito con il buttare discredito all’intera comunità madonita. Almeno questo è il pensiero delle associazioni “Uniti per le Madonie” e “Cittadinanzattiva Madonie Cefalù” che ieri non hanno avuto la possibilità di intervenire alla trasmissione , anzi a quello che loro stessi definiscono “uno spettacolo inverosimile e allucinante” che nuoce all’immagine di una cittadina meravigliosa e affascinante.

In una nota le due associazioni si dicono interpreti dello sdegno di tutta la popolazione e condannano, senza se e senza ma, i comportamenti moralmente inaccettabili di quanti hanno consapevolmente “rubato” la dose vaccinale agli aventi diritto a priorità dicendosi pronti a costituirsi parte civile “nel caso dalle indagini ne scaturisca procedimenti penali a carico degli eventuali responsabili”.

“Uniti per le Madonie” e “Cittadinanzattiva Madonie Cefalù” chiedono a Giletti che, se vuole continuare ad occuparsi degli splendidi Borghi e del Parco delle Madonie, dia la parola “anche alla gente comune che rappresenta la parte viva, laboriosa ed attiva della società civile. Solo così si potrà rappresentare la vera essenza di queste nostri splendidi Borghi, della loro storia, dell’operosità, della cultura di accoglienza e solidarietà e di tanti altri pregi che, nonostante la loro classe dirigente, danno uno spaccato diverso e più affascinante e positiva, rispetto agli stereotipi con i quali viene spesso rappresentata la nostra Sicilia”.

“La nostra gente – concludono – è molto meglio di quella che si può pensare dai silenzi e dagli atteggiamenti venuti fuori dall’inchiesta Tv. I madoniti sicuramente sono migliori della classe dirigente che questa terra attualmente esprime. Solo che non riesce a prenderne coscienza ed a organizzarsi per sostituirla con persone più preparate, più giovani e soprattutto moralmente e socialmente irreprensibile”.

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