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Contrabbando di carburante: domiciliari per 3 persone, sequestrate tre società

Contrabbando e miscelazione abusiva di carburante. Questa l’accusa a carico di 13 persone (con base operativa a Gela), di cui 3 destinatarie di ordinanza cautelare ai domiciliari, eseguita dalla Guardia di Finanza e il personale dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.

L’accusa è di aver costituito “un’associazione a delinquere, con base operativa a Gela e ramificata su tutto il territorio isolano, finalizzata al contrabbando e alla miscelazione abusiva di prodotti energetici”. I militari hanno anche eseguito il sequestro preventivo diretto di tre società di Misterbianco (CT), Augusta (SR) e Gela (CL).

I tre indagati finiti ai “domiciliari” su ordine del gip del tribunale di Gela sono Damiano Sciuto, di 31 anni, di Catania, ritenuto la mente dell’organizzazione; Daniele Borchio, di 53 anni, suo braccio destro, originario di Caltagirone ma residente a Gela e Alessandro Caldarera, di 51 anni, titolare del sito di stoccaggio e organizzatore dei trasporti internazionali. A questi si aggiungono altri 10 indagati, 9 dei quali denunciati a piede libero e uno con obbligo di firma.

Il provvedimento ha origine da un’indagine avviata nell’estate 2018, quando furono sequestrate cinque autocisterne utilizzate per trasportare il prodotto miscelato presso distributori compiacenti, un intero deposito di carburanti nella zona di Contrada Manfria a Gela, nonché 111.000 litri di prodotto petrolifero adulterato. Contestualmente vennero arrestate 4 persone (3 di queste sono i destinatari dei domiciliari) ritenuti responsabili di miscelazione abusiva di gasolio con diluenti impiegati ordinariamente nella produzione di vernice e che, alla luce del risultato dagli esami chimici effettuati dal laboratorio mobile dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, risultarono essere un additivo simil-solvente denominato “Platformat”.

Il gasolio già di scarsa qualità giungeva dai Balcani passando il confine senza pagare le accise di importazione ma con l’impegno di versare il dovuto insieme con l’Iva una volta arrivato a destinazione, cioè ad Augusta. Le autobotti invece andavano a Gela dove avveniva la sofisticazione del carburante. L’evasione accertata è di quasi mezzo milione di euro.

Tre le aziende paravento dietro cui agiva l’organizzazione: la Lubricarbo srl di Gela, la Union srl e la Gisa srl. Sono finite tutte sotto sequestro preventivo su richiesta dei pm Ubaldo Leo e Luigi Lo Valvo coordinati dal procuratore Fernando Asaro.

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