Gela, Enimed deve pagare 12 milioni per Imu e Tasi: il Comune vince il contenzioso

La Commissione tributaria provinciale di Caltanissetta dà ragione al Comune di Gela. Il collegio dei giudici ha infatti respinto un ricorso e stabilito che Eni Mediterranea Idrocarburi spa deve pagare l’Imu e la Tasi per le tre piattaforme petrolifere a largo di Gela: “Gela Mare”, “Gela Perla” e “Prezioso”.

L’impresa dovrà versare alle casse del Comune 12 milioni di euro, importo comprensivo delle imposte per il triennio che va dal 2016 al 2018, degli interessi e delle sanzioni. La Commissione tributaria ha anche posto integralmente a carico della società le spese di lite, condannandola a versare al Comune, a questo titolo, ulteriori euro 60.000, oltre accessori. Secondo il collegio composto dai giudici Romeo Ermenegildo Palma (presidente), Renato Di Natale (relatore) e Emanuela Maria Petix (componente) il ricorso della società conteneva “considerazioni fragili oltre che infondate”.

Soddisfatto per la sentenza e il buon esito del ricorso il Sindaco Lucio Greco il quale afferma che “ancora una volta la Commissione tributaria riconosce il diritto alla riscossione di queste due imposte da parte dell’Ente territoriale. Mi auguro che Enimed adempia subito a quanto stabilito tramite sentenza in modo che, nel più breve tempo possibile, si possa chiudere definitivamente il contenzioso e avere liquidata l’importante somma, da investire per la soluzione dei tanti problemi e delle tante emergenze della città”.

Il Comune di Gela era difeso dall’avvocato tributarista Alessandro Dagnino e dall’avvocato Giancarlo Costa, rispettivamente managing partner e “associate” dello studio legale LEXIA Avvocati: “Il pagamento dell’Imu e della Tasi ha la funzione di contribuire a finanziare i servizi che i Comuni offrono alla collettività. Se questo vale per ogni singolo cittadino, non può che essere così anche per gli immobili, incluse le piattaforme petrolifere, posseduti dalle grandi imprese, che sono anch’esse chiamate a contribuire alle spese pubbliche del territorio su cui sono insediate. Diversamente opinando si introdurrebbe una deroga ingiustificata al principio della generalizzata obbligatorietà della tassazione patrimoniale in Italia”.

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