"Progetti truffa" con i fondi europei: 22 persone denunciate dalla Guardia di Finanza

Gela, sottratti all’erario 22 milioni con il credito d’imposta: sei arrestati

Sei arresti a Gela da parte dei militari del Gruppo Guardia di Finanza di Gela, in collaborazione con altri Reparti del Corpo sul territorio nazionale. L’accusa è quella di avere costituito un’associazione a delinquere finalizzata all’indebita compensazione di crediti di imposta per un importo di 22 milioni di euro attraverso false compensazioni di crediti d’imposta in varie regioni d’Italia.

Al vertice di questa associazione c’era il gelese Rosario Marchese, 33 anni, imprenditore. Le manette sono scattate anche per Giuseppe Nastasi, 35 anni, di Gela, suo braccio destro e prestanome di aziende fantasma; Salvatore Sambito, di 38 anni, di Palma di Montechiaro, commercialista e revisore contabile; Roberto Goldaperini, di 58 anni, di Milano, avvocato, con l’incarico di risolutore delle controversie; Gianfranco Casassa, di 54 anni, di Brescia, procacciatore al Nord di aziende in crisi da risanare illecitamente; Rosario Barragato, di 46 anni, di Palma di Montechiaro, referente per le aziende del Sud.

Coinvolti nelle indagini altri 117 soggetti: 66 persone e 51 imprese. Le Fiamme gialle hanno inoltre proceduto al sequestro di beni, nella disponibilità dei 6 arrestati, per un valore pari all’ammontare della truffa in danno dello Stato. Il meccanismo messo in piedi da Marchese, che recentemente ha subito il sequestro di 11 società e 2 ditte individuali in Sicilia, Piemonte, Lombardia e Veneto, perché ritenuto prestanome della famiglia mafiosa dei Rinzivillo, era efficiente e collaudato tanto da essere stato utilizzato per ben due anni, dal 2014 al 2016.

Tramite professionisti contabili si individuavano le imprese in crisi, in passivo col fisco, soprattutto al Nord, e si offriva loro un piano di risanamento truffaldino che consisteva nella creazione di falsi crediti d’impresa ceduti da aziende fantasma con cui compensare i debiti. Per evitare la presentazione del modello F24 attraverso i canali dell’Agenzia delle entrate, l’organizzazione effettuava versamenti minimi, anche di un euro, tramite gli sportelli o la home banking. In cambio, Marchese e soci avrebbero incassato complessivamente compensi per 4 milioni di euro.

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