Gestione dei rifiuti, Sicilia maglia nera in Italia per la raccolta differenziata

Lazio, Campania e Sicilia. Sono queste le tre regioni italiane indicate da Fise Assoambiente (l’associazione delle imprese del trattamento dei rifiuti e bonifica) come maglia nera nella gestione dei rifiuti. Nello studio presentato a Rimini in occasione di Ecomondo, la fiera della green economy, i punti toccati sono: “Carenza di un’adeguata impiantistica per il riciclo dei rifiuti, assenza di valorizzazione energetica per quanto non riciclabile, turismo dei rifiuti verso altre Regioni, affidamento eccessivo allo smaltimento in discarica”.

L’analisi, basata su dati Ispra e della stessa Assoambiente, indica come in Sicilia si registri il “record di discarica e impianti di riciclo e recupero. La gestione dei rifiuti è condizionata dalla percentuale record di conferimento in discarica (73%). Solo il 22% viene raccolto in modo differenziato, dato più basso a livello nazionale. Anche qui il passaggio negli impianti di trattamento meccanico-biologico è propedeutico, addirittura per il 96% dei quantitativi, al successivo conferimento in discarica. Il recupero di materia resta un’ipotesi residuale. La voce incenerimento non è presa in considerazione”.

Il Lazio è primatista per turismo dei rifiuti (“L’assenza di un’adeguata e moderna impiantistica di riciclo, recupero energetico e smaltimento appare particolarmente evidente”) ed è “la Regione che più di altre alimenta il fenomeno del turismo dei rifiuti verso le altre Regioni”. La differenziata è al 46%, ma “il 64% dell”umido’ raccolto nei cassonetti viene inviato fuori Regione”. I rifiuti raccolti in modo indifferenziato, il 54%, vengono avviati a impianti trattamento meccanico-biologico, ma solo come passaggio preliminare alla discarica (circa 41% dell’indifferenziato) e incenerimento fuori Regione (36,5%).

La Campania secondo il rapporto è “sull’orlo dell’emergenza”. Per Assoambiente “nei prossimi due mesi le capacità residue delle discariche sul territorio campano saranno esaurite”. “La raccolta differenziata negli anni è cresciuta gradualmente – scrive ancora Assoambiente -, arrivando al 53%, ma l’assenza di un efficiente sistema di riciclo è ben palesata dall’export dell’88,5% dei quantitativi di frazione organica (50% delle raccolte differenziate) verso altre Regioni d’Italia”. “La quasi totalità dei rifiuti indifferenziati passa dagli impianti di trattamento meccanico-biologico – conclude il rapporto -, per poi essere incenerito (nel 73% dei quantitativi) o finire in discarica (circa il 6%)”.

Categorie
attualità
Facebook

CORRELATI